VOCE
L’ORDINANZA
03.08.2025 - 07:32
Aretusini, candidato con la Lista Veneta Autonomia
Fuori dai plateatici solo in plastica, asporto ok ma col tappo. “E i controlli saranno intensificati”
Primo: bar e ristoranti potranno continuare a servire alcolici, anche dopo le 21. Secondo: i pubblici esercizi (e solo loro) potranno vendere alcolici, anche per asporto, purché le bottiglie, in vetro, siano chiuse con il tappo. Terzo: è comunque vietato consumare bevande al di fuori dello spazio in concessione ai bar, a meno che queste non siano in bicchieri monouso, in plastica.
È questa la lettura ufficiale dell’ordinanza, datata primo agosto e pubblicata - e dunque entrata in vigore - a mezzogiorno di ieri, firmata dal sindaco Valeria Cittadin per garantire “decoro e vivibilità urbana”. Una esegesi necessaria visto che, per 24 ore, sull’ordinanza, non ancora pubblicata, sono fioccate interpretazioni e pareri, anche contrastanti, da ogni parte. Sindaco compreso, visto che nel post diffuso sulla propria pagina istituzionale, la stessa Cittadin scriveva “vietata la vendita per asporto di alcolici dopo le ore 21 in tutto il territorio comunale”: una prescrizione che non collima con quanto previsto dal testo della delibera.
Michele Aretusini, assessore alla sicurezza, c’è confusione?
“Ma no. La delibera è chiara, e stabilisce con chiarezza cosa si può e non si può fare. Non c’è bisogno di riscriverla, e posso assicurare che non ci saranno modifiche”.
Però qualcosa da precisare ci sarebbe. Cito: è vietato dopo le ore 21 vendere alcolici di qualsiasi gradazione alle attività commerciali e agli artigiani. Il bar non è un’attività commerciale?
“No, c’è una prassi consolidata: bar, ristoranti e simili sono pubblici esercizi e non rientrano in nessun modo in questo specifico divieto. Le attività commerciali a cui si fa riferimento sono altre: penso, ad esempio, ai negozi che vendono alimentari o altri generi di prodotti. Per bar e ristoranti non cambia nulla: possono continuare a vendere e servire alcolici, anche dopo le 21, all’interno e nelle loro pertinenze, quali i plateatici”.
Non c’è il rischio che, su questo punto, possano fioccare ricorsi al Tar?
“L’ordinanza è chiara. Siamo certi di quello che prevede e lo abbiamo chiarito in modo univoco con l’avvocatura civica”.
Dunque: fuori dai plateatici si possono consumare bevande in contenitori monouso, e l’asporto è consentito solo se le bottiglie, anche di vetro, sono tappate. Giusto? Per far rispettare tutto questo serviranno controlli...
“Sì, è così. L’obiettivo dell’ordinanza è impedire che vengano consumate bevande alcoliche sulle panchine, nei parchi, nelle ciclabili e in altri luoghi sensibili della città. Escludo qualunque tipo di intransigenza o interpretazioni restrittive che possano riguardare i pubblici esercizi della città e delle frazioni”.
E i controlli?
“Saranno sicuramente intensificati, da parte della nostra polizia locale ma non solo. Abbiamo già parlato con la Provincia, e trovato la disponibilità del presidente Enrico Ferrarese, per affiancare anche gli agenti della polizia provinciale in questi controlli: tempi e modi ovviamente sono ancora da stabilire, ma verrà utilizzata anche questa risorsa. Poi, ovviamente, ci affidiamo al buon senso delle persone e degli esercenti perché quanto previsto venga applicato e rispettato senza bisogno dell’intervento degli agenti”.
L’ordinanza, intanto, è in vigore fino al 31 agosto, ma avete già annunciato che verrà prorogata. Perché?
“Il limite di 30 giorni è stato rispettato per motivi tecnici, previsti dalla legge. Ma l’intenzione è quella di far restare l’ordinanza in vigore per lo stesso periodo di durata della zona rossa, che si esaurirà - salvo proroghe - appunto alla fine di ottobre”.
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