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Il Csa continua a perdere pezzi

Dimessi sia il presidente sia il suo vice. Il comando è ora affidato a Giovanni Casellato

Il Csa continua a perdere pezzi

Il Centro servizi anziani di Adria resta senza guida formale dopo le dimissioni del presidente Elisa Romani e del vicepresidente Pietro Luigi Rossi. A colmare temporaneamente il vuoto di potere è stato lo stesso Consiglio di amministrazione che, nella seduta straordinaria del 29 luglio scorso, ha affidato le funzioni di rappresentanza legale all’attuale consigliere più anziano, Giovanni Casellato.

La decisione, come emerge dal verbale di deliberazione numero 32, è stata presa in videoconferenza su richiesta urgente delle consigliere Elisa Romani e Rita Campioni, in seguito alla comunicazione ufficiale delle dimissioni del vicepresidente Rossi, formalizzate via Pec proprio nella stessa giornata.

La situazione del CdA è particolarmente delicata. Dopo l’uscita di Romani dalla presidenza, annunciata già il 10 luglio (pur mantenendo il ruolo di consigliere), la dimissione del vicepresidente ha di fatto lasciato l’ente privo di rappresentanza legale effettiva, come sottolineato anche nelle comunicazioni inviate al Comune di Adria e alla Regione Veneto. In attesa che il sindaco proceda alla nomina del nuovo consigliere e alla successiva elezione dei nuovi vertici, il CdA ha ritenuto necessario individuare una figura in grado di gestire l’ordinaria amministrazione e gli atti urgenti. Per prassi, la scelta è ricaduta su Casellato, consigliere più anziano per età.

Il provvedimento è stato dichiarato immediatamente esecutivo e notificato agli enti di riferimento. La deliberazione fa inoltre riferimento a uno scambio già in corso con la Direzione servizi sociali della Regione, che aveva risposto a una precedente richiesta di parere sull’assetto dell’ente.

Questa nuova fase di transizione istituzionale si innesta in un contesto già teso: il Csa è infatti alle prese con un bilancio in sofferenza, che al momento presenta un disavanzo stimato in oltre 300mila euro per il 2025. Nelle scorse settimane il CdA ha deliberato, non senza divisioni interne, un possibile aumento delle rette di 2 euro al giorno a partire da ottobre, misura subordinata all’esito della prossima verifica contabile. Le dimissioni al vertice e la conseguente vacanza di potere rischiano ora di rallentare anche l’attuazione delle misure correttive già avviate.

Toccherà al sindaco Massimo Barbujani, nelle prossime settimane, individuare un nuovo nominativo da inserire nel CdA. Una scelta che sarà cruciale per ristabilire stabilità politica e operativa in un ente strategico per il welfare cittadino. Il primo cittadino, a tal proposito, dichiara: “La settimana scorsa abbiamo fatto una riunione di maggioranza per un confronto politico sereno, analizzando le diverse problematiche, tra cui anche il Csa. Ci ritroveremo appena possibile dopo la pausa estiva”. Quanto alla surroga del consigliere Rossi, Barbujani ha chiarito che “si è dimesso per motivi personali” e ha fatto sapere che “presume la nomina del nuovo presidente, nel più breve tempo possibile, certamente entro la fine del mese”.

Intanto, ha aggiunto il primo cittadino, “so che alcuni consiglieri del CdA dovrebbero incontrare a stretto giro rappresentanti sindacali per discutere i problemi interni del personale”.

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