VOCE
artigianato in crisi
18.08.2025 - 01:15
L’artigianato non decolla, anzi, tracolla. E per risollevarlo occorrono misure, strategie e non perdere altro tempo. E in Polesine il dato non può essere diverso, se non peggiore. A fotografare la situazione regionale, con un occhio attento al lembo di terra tra Adige e Po, i recenti dati della Cgia di Mestre. La provincia di Rovigo figura infatti al 19esimo posto, piazzandosi al tallone dell’elenco veneto, considerando un decennio di cambiamenti e numeri con il costante meno davanti. Tra il 2014 e il 2024 il capoluogo è stato segnato da una diminuzione del 31,4 per cento, ovvero, -2.905 artigiani nel territorio.
“Rovigo e la sua provincia pagano fortemente il calo demografico - sottolinea Matteo Rettore, direttore Cna Padova Rovigo - e in dieci anni questo si è notato. Tutto ciò va ovviamente a inficiare sulla natalità delle imprese: meno nascite significa meno possibilità di vedere ampliarsi le aziende, nascere aziende, svilupparsi aziende per e con il territorio che le ospita. Il calo implica un numero di giovani sempre più basso che sicuramente non aiuta il settore a passare il testimone alle nuove generazioni”.
Ma non solo giovani; per il segretario infatti, l’attenzione e la cura del mondo artigiano devono andare incontro a tutti con misure che siano concrete: “Tenendo presente il numero di imprese già cresciute o in fase di apertura, specialmente le start-up, bisognerebbe avere un maggiore sostegno nel fare impresa assieme, attraverso un aiuto indirizzato a tutti. In primis certamente i giovani, tramite un adeguato affiancamento, attraverso pratiche che facilitino lo svolgimento abituale del lavoro artigianale”.
E, per dare un volto agli ostacoli, spiega: “Spesso i principali impedimenti nel settore si chiamano burocrazia e credito. Occorre cercare di facilitare l’acceso al credito, che oggi manca, e dare la possibilità di sgravare dai troppi oneri burocratici presenti. Sono tutte barriere d’accesso importanti che possono essere superate con il sostegno di tutti gli enti locali a favore di chi muove i primi passi o già lavora nel mondo dell’impresa”.
Insomma, un modus operandi che respira il bisogno di andare incontro a una società che cambia e una provincia che, nell’arco di un decennio ha visto tramutare le 9.251 imprese artigiane del 2014 nelle 6.346 del 2024.
Seppur anche le altre regioni non possano dire di stare meglio, il divario è accentuato con il sud dove, tra i benefici dei bonus, il comparto rimane complessivamente a galla. Problemi, quindi, generazionali, sociali oppure di opportunità?
“Certamente i problemi sono generazionali, demografici - risponde Rettore - c’è un fatto interessante da mettere in rilievo. Noi di Cna vediamo che il numero di occupati dell’artigianato, sempre nel range dei 10 anni, sì si è ridotto ma con una percentuale molto più modesta. Questo sta a significare che le imprese che rimangono in piedi sono spesso grandi o più organizzate rispetto a quelle di minori dimensioni”. E rilancia. “Serve una nuova legge sull’artigianato che ridefinisca i requisiti per l’impresa artigiana più grande e organizzata che ha perciò bisogno di sostegni, rapporti di credito e meno burocrazia”.
Non stupiscono quindi le fughe all’estero o in altri settori: “Se un giovane vuole aprire un’attività, fa molta fatica: a Rovigo oggi non esistono spazi, a parte Cna, che siano in grado di tendere la mano. Perciò non stupisce se i ragazzi preferiscono intraprendere altri percorsi, qui sta la crisi d’azienda”. E si sa, come insegna Lewis Carroll (matematico oltre che scrittore) spesso la soluzione viene provando a cambiare prospettiva, micro macro cambiamenti: “Oggi si parla di una paura del ‘piccolo’ in impresa - conclude Rettore - lo si vede come un ostacolo alla crescita. In realtà, ridimensionando i toni, e mettendo in campo politiche di sostegno, la tendenza potrebbe cambiare”.
Fra le strategie per invertire la tendenza negativa la Cgia di Mestre aveva individuato alcune linee d’azione per arrivare ad una vera e propria riforma normativa del settore: incentrare la disciplina sulla figura dell’imprenditore artigiano; rivedere i vincoli societari relativi all’impresa artigiana; definire il perimetro di attività del settore; valorizzare il ruolo formativo dell’artigiano; istituire una commissione consultiva per l’artigianato presso il ministero del Made in Italy.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 