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La Cer sul tavolo del Consiglio

L’adesione alla comunità energetica rinnovabile è stata tra i temi “caldi”. La minoranza critica sul tema

La Cer sul tavolo del Consiglio

Non sono mancate le perplessità dalla minoranza in consiglio comunale per l’adesione alla fondazione di partecipazione Cer Italia con il Comune di Montevarchi.

“Questa - ha commentato il sindaco Francesca Zeggio - è una delle misure del Pnrr che darà la possibilità di accedere a degli sgravi per quanto riguarda i privati, cambiare il nostro modo di gestire effettivamente l’efficientamento energetico”.

A presentare l’argomento al consiglio comunale è stato l’ingegner Massimo Bonato, esperto nelle comunità energetiche rinnovabili: “La comunità energetica è un ente giuridico che ha come scopo non quello di fare utili, ma quello di generare energia sul territorio attraverso la produzione da fonti rinnovabili e contemporaneamente consumare questa energia sempre sul territorio. Diversamente dal paradigma precedente in cui si facevano gli impianti fotovoltaici che venivano remunerati sull'introduzione in rete".

"Il Gse, che è l'ente che regola il funzionamento degli impianti fotovoltaici, ogni ora verifica tutti i contatori nella comunità energetica e quella energia lì viene premiata con una tariffa incentivata, non più a pioggia, ma su quella che viene prodotta e consumata sul territorio. Un altro limite è stato messo alla dimensione degli impianti, quindi non si possono più fare impianti di grossa taglia ma devono essere di taglia media”.

Il coinvolgimento del Comune nella comunità energetica, ha precisato Bonato, è fondamentale come intermediario con il privato dal punto di vista della “garanzia che le regole verificate sono coerenti e garantiscono il giusto ritorno dell'investimento al territorio”. Aderire alla comunità toscana, attiva da due anni e che raggruppa già più di 60 pubbliche amministrazioni, permette a ciascun cittadino - che altrimenti dovrebbe creare da zero una comunità in autonomia - di poter usare entro novembre i fondi del Pnrr anche per gli impianti installati da marzo dello scorso anno, dalla nascita di Cer Italia. “Per l’amministrazione comunale - assicura Bonato - non ci sono oneri di spesa ma sarà garantita, insieme ad altri dieci comuni polesani già aderenti, la nomina di un rappresentante all'interno degli organi direttivi”.

Non sono però mancate le perplessità, a cui ha dato voce in particolare il consigliere di minoranza Moreno Ferrari: “Ricordate che i soldi del Pnrr dovremo restituirli, non ci regalano niente. Noi abbiamo a ridosso di questo nostro comune un impianto gigantesco che a quanto sembra ha cambiato anche il microclima, oltre a desertificare. Poi è strano che alla fine abbiamo bollette sempre più alte. Allora, da un lato togliamo terreno all'agricoltura, alla produzione di cibo, eccetera, creiamo impianti per dare energia a cosa? All'intelligenza artificiale. Qui di tetti di grandi capannoni non ne abbiamo, in questi anni io mi sono occupato di ambiente e ci hanno sempre detto ‘ma alla fine avrete un guadagno’, non abbiamo mai visto nessun guadagno, le bollette sono sempre più care e la terra è sempre più occupata da questa cosa”.

“Lo scopo della Cer - ha replicato Bonato - non è quello di chiedere dei fondi, ma è quello di produrre energia da fonti rinnovabili che comunque sia sarà il futuro. Meglio produrla su impianti piccoli che su impianti grandi ed è meglio produrla dove serve, o comunque vado incontro al sociale perché una parte di quello che io produco lo devo obbligatoriamente restituire al territorio anche in forma di contributi sociali”. Lo stesso Bonato ha poi precisato che Cer Italia ha preferito la costruzione di impianti su tetti già esistenti, anche se non c’è una regola scritta che lo preveda.

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