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Rincari da 427 euro a famiglia

Rovigo al 31esimo posto. Schizzano in alto spese per abitazione, combustibili, alimentare

Rincari da 427 euro a famiglia

In Polesine l’inflazione mensile si attesta sull’1,7% su base annua. Rincari, quindi che non si fermano e che comporteranno, per ogni famiglia polesana, un aumento di spesa, in un anno, di 427 euro. Numeri che proiettano la provincia di Rovigo al 31esimo posto fra le città per aumento del costo della vita.

Nei giorni scorsi, infatti, l'Istat ha reso noti oggi i dati territoriali dell'inflazione di luglio, in base ai quali l'Unione nazionale consumatori ha stilato la classifica delle città più care d'Italia, in termini di aumento del costo della vita. Non solo, quindi, delle ciudad

Tornando a Rovigo la variazione congiunturale, mese su mese, dei prezzi evidenzia un aumento dello 0,7%, dove spiccano i rincari delle spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibile (più 1,5%); di servizi ricettivi e ristorazione (più 1,2%); trasporti (più 1%). Su base annua balzo in alto dei prezzi per alimentari e bevande analcoliche (più 4,8%); istruzione a più 2,4%; alcolici e tabacchi a più 2,3%.

Nella classifica nazionale dell’inflazione in testa alla graduatoria c’è Rimini dove l'inflazione tendenziale pari a +2,8%, la più alta d'Italia, si traduce anche nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 771 euro per una famiglia media. Medaglia d'argento per Bolzano che, con +2,2% su luglio 2024, ha un incremento di spesa annuo pari a 730 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Belluno, terza sia per inflazione, con +2,6%, che per spesa supplementare, pari a 678 euro annui per una famiglia tipo. Al quarto posto Pistoia che, con un'inflazione del 2,4%, la quarta più alta del Paese, registra una stangata pari a 649 euro. Seguono Padova (+2,3%, +634 euro), Arezzo (+2,3% e +622 euro), al settimo posto Trieste (+2,1%, +590 euro), poi Verona (+2%, +551 euro). Chiudono la top ten, con 541 euro, Lucca e Siena, entrambe con un'inflazione del 2%. Cosenza, che ha la seconda maggior inflazione, +2,7%, si colloca "solo" al 13esimo posto con +525 euro.

Sull'altro fronte della classifica, la città più virtuosa d'Italia è Pisa, dove con +0,6%, l'inflazione più bassa d'Italia, si ha un aumento annuo di 162 euro. Al secondo posto Campobasso, +0,7% (seconda per inflazione minore, ex aequo con Aosta) e un maggior costo della vita di 165 euro. Medaglia di bronzo per Benevento (+0,8% e +177 euro). Seguono, nella classifica delle città risparmiose, Sassari (+0,9%, + 179 euro), Aosta (+0,7%, +194 euro), Brindisi (1%, +197 euro), al settimo posto Trapani (+0,9%, +208 euro), poi Reggio Emilia (+0,8%, +220 euro) e Caserta (+1%, +221 euro). Chiude la top ten delle migliori, con 233 euro, Catanzaro (+1,2%).

In testa alla classifica delle regioni più "costose", con un'inflazione annua a +1,9%, il Trentino Alto Adige che registra a famiglia un aggravio medio pari a 587 euro su base annua. Segue il Veneto (+2%, +537 euro) e al terzo posto il Friuli Venezia Giulia con +493 euro e un’inflazione dell’1,8%. La Puglia è la regione con la maggiore inflazione d'Italia, +2,2% (+419 euro), seguita dalla Calabria con +2,1% (+393 euro).

La regione più risparmiosa è il Molise: +0,8% e +189 euro. In seconda posizione la Valle d'Aosta (+0,7%, +194 euro), in terza la Sardegna (+1,4%, +269 euro).

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Commenti all'articolo

  • frank1

    18 Agosto 2025 - 10:24

    l'ue invece che foraggiare le guerre con milioni di euro nostri,avesse destinato quelle cifre a favore dei cittadini europei..ma siamo all'utopia piu' assoluta!! che ne sanno i trombati messi li' grazie agli amici degli amici??

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