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Sanita’

I polesani, sovrappeso e fumatori

Presentati i risultati dello screening Passi: il 99% ha almeno un fattore di rischio cardiovascolare

I polesani, sovrappeso e fumatori

Un momento della presentazione dello screening Passi

Uno stile di vita corretto può non solo farci vivere di più, ma soprattutto farci vivere meglio. Questo lo scopo di Passi, acronimo di Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia, screening annuale sullo “stato di salute” promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, la cui ultima edizione locale, riferita ai dati del 2023, con interviste telefoniche anonimizzate a un campione rappresentativo di 300 persone, preavvisate via lettera, è stata illustrata giovedì dall’Ulss Polesana.

E come stanno i polesani? Tendenzialmente sovrappeso, con una maggiore propensione al fumo rispetto al resto del Veneto e alla media nazionale, ma anche con una minore propensione al consumo dell’alcol rispetto alla media veneta, però non a quella nazionale. Tuttavia, se il 76% della popolazione polesana fra 18 e 69 anni giudica in modo positivo il proprio stato di salute, e dichiara di sentirsi “bene” o “molto bene” e solo lo 0,4% dichiara di sentirsi “male” o “molto male” e la restante parte “discretamente”, il 99% ha almeno un fattore di rischio cardiovascolare, incidenza superiore alla media regionale e nazionale, e il 27% intervistati presenta almeno 3 fattori di rischio cardiovascolare, con una prevalenza di ipertensione, 20%, lievemente superiore rispetto al resto del Paese, 18%, mentre l’ipercolesterolemia si attesta al 23%, sotto al dato regionale, 24%, ma superiore rispetto alla media nazionale, 18%.

Il direttore generale dell’Ulss Pietro Girardi ha rimarcato: “Questa fotografia ci dà gli spunti che devono servirci per riuscire a migliorare le condizioni di vita complessive, perché è questo quello che dovremmo fare, soprattutto negli anni a venire, quando la popolazione invecchierà sempre di più. E la grande sfida sarà quella di riuscire a invecchiare bene. Perché gli stili di vita svolgono un ruolo importante nella genesi delle malattie croniche non trasmissibili e tra i principali fattori di rischio troviamo errate abitudini alimentari, consumo di tabacco, insufficiente attività fisica, consumo rischioso e dannoso di alcol. Per questo risulta fondamentale investire nella prevenzione sanitaria e nella promozione della salute”.

E’ stato il dottor Paolo Portesan, del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss Polesana, coordinatore aziendale dello studio di sorveglianza Passi, realizzato con il supporto di Marinella Cattozzo e Leopoldo Fontana, ad illustrare nel dettaglio tutti i dati ed a rimarcare l’importanza della conoscenza, prolungata negli anni, per capire come intervenire per modificare stili di vita non corretti come strumento di prevenzione: “Nell’Ulss 5 Polesana il 20% degli intervistati ha dichiarato di avere uno stile di vita sedentario. Ciò significa che una persona su 5 non si muove a sufficienza, secondo le ultime indicazioni delle linee guida Oms, un dato peggiore rispetto al Veneto, 15%, ma non del dato nazionale, 28%. Invece un dato molto positivo è che nella nostra provincia il 69% delle persone dichiara di arrivare al luogo di lavoro o a scuola in bicicletta può a piedi, rispetto al 48% del Veneto ed il 41% nazionale Italia 41%. Tuttavia, il 50% risulta essere in eccesso ponderale, in Veneto il 41% e in Italia il 43%. E non segue una dieta il 79% delle persone che risultano in sovrappeso e il 59% delle persone che risultano obese. Solamente il 2% degli intervistati consuma la quantità di frutta e verdura raccomandata dalle linee guida ovvero 5 porzioni al giorno rispetto al 9% Veneto e 7% nazionale. Inoltre, nonostante il 76% faccia attenzione nel consumo di sale, più del 60% Veneto e del 56% nazionale, l’85% spiega di consumare sempre o spesso sale iodato, in Veneto il 75%, in Italia il 60%. Per quanto riguarda il fumo, Il 24% degli intervistati ha dichiarato di essere un fumatore abituale con consumo quotidiano più del Veneto, 22%, e del resto d’Italia, 19%, ma il numero di case “libere dal fumo” continua ad aumentare nel tempo, nel biennio 2022-2023 il 93% delle persone ha dichiarato che non fuma nella propria abitazione rispetto all’83% di un decennio fa ed all’85% del Veneto. Il 67% delle persone ha dichiarato di assumere bevande alcoliche, un po’ più della media nazionale, 58%, ma meno del 73% di media del Veneto. E il 10% ha avuto occasione di bere fino ad ubriacarsi, in media con il dato nazionale ma meno del Veneto, 14%. Il 6% ammette sintomi depressivi”.

Il direttore sanitario dell’Ulss Carla Destro ha ribadito come “Passi è uno dei sistemi di monitoraggio avviati ormai da tempo, introdotto nel 2007 in maniera sperimentale, consolidato nel 2008 e utilizzato per misurare lo stato di salute della popolazione sotto molteplici aspetti nell'ambito dell'approccio multidisciplinare a di quella che dovrebbe essere la salute, integrata anche con l'ambiente, le condizioni e gli stili di vita. Particolare interesse suscita l'aspetto relativo al rischio cardiovascolare e al quale contribuiscono fattori immodificabili come la predisposizione genetica, ma anche molti fattori modificabili che sono legati all’ipertensione e all’ipercolesterolemia : l'indagine ha verificato quanto queste siano sia conosciute e quanto siano trattate o meno dislipidemie, diabete, tabagismo, sovrappeso, obesità, sedentarietà, consumo di alcol, scorretta alimentazione, abuso di sale o di grassi saturi. Questi aspetti servono non solo a fini epidemiologici per connotare la popolazione polesana, ma anche per avviare sistemi di correzione degli stili di vita per migliorare il rischio cardiovascolare della nostra popolazione”.

Il direttore dei servizi sociosanitari Marcello Mazzo ha rimarcato: “Gli stili di vita sembrano aspetti banali, invece sono fondamentali. Fanno parte della costruzione del benessere, fisico e mentale ed è compito di un’azienda sanitaria farsene carico. Devo dire che sugli aspetti legati al benessere psicologico e mentale, al consumo di alcol, al tabagismo, ho dedicato parte del mio percorso professionale. E va detto che l’importante non è fare i confronti sui numeri, quanto costruire le nostre politiche sanitarie in base a quelle che sono le difficoltà che emergono. Comunque tenendo conto del dato importante dell’alto livello di percezione di buona salute, che è un dato fondamentale da cui tutto discende”.

Lucio Andreotti direttore del dipartimento di prevenzione ha evidenziato: “Si chiamano malattie non trasmissibili perché influiscono fattori diversi, alcuni dei quali, come gli stili di vita, sono modificabili. Ed è per questo che screening come questo sono importanti. Ed è fondamentale avere poi una lettura di questi dati e tradurla in azioni. Intervenendo per ridurre l’incidenza di queste malattie”.

Per quanto riguarda altri comportamenti, l’uso della cintura di sicurezza posteriore in auto è meno diffuso rispetto al resto del veneto, il 26% rispetto al 57%, così come l’uso adeguato del seggiolino per bambini, 93% rispetto all’88%. Ma il 100% usa sempre il casco in moto. E i vaccini? La vaccinazione antinfluenzale è andata riducendosi fino al 6% nella campagna vaccinale 2012-2013; successivamente l’adesione è stata altalenante raggiungendo il valore massimo del 17% nel 2020-2021 durante la pandemia, per poi diminuire nuovamente con le campagne successive e attestarsi al 14% nel 2022/2023.

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