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Il progetto

Acquevenete, parte il cantiere

Dalla prossima settimana le opere propedeutiche all’inizio dei lavori alla sede di viale Tisi

Acquevenete, parte il cantiere

Ecco come diventerà la sede rodigina di Acquevenete dopo i lavori

Già dalla prossima settimana l’area esterna della sede di viale Tisi da Garofolo verrà parzialmente sgomberata e subirà limitazioni di accesso per l’inizio delle operazioni propedeutiche all’apertura del cantiere che cambierà il volto di Acquevenete in città ma anche di una parte importante di città. Un cantiere che durerà un paio di anni. E, nel frattempo, già a partire dal prossimo 10 settembre, gli sportelli al pubblico si sposteranno in via della Costituzione 4/C, nel complesso edilizio che sorge proprio alla fine di viale Tisi, che fa da quinta scenica a piazza Masslo. “I disagi per gli utenti saranno contenuti al minimo”, rassicura il presidente di Acquevenete Piergiorgio Cortelazzo, che spiega poi come i lavoratori dello sportello all’utenza saranno spostati in blocco nei nuovi spazi provvisori, mentre degli operativi che attualmente fanno capo alla sede di viale Tisi, una parte sarà spostata alla centrale di Boara Polesine, mentre una parte alla sede di Monselice.

“E’ un progetto ambizioso e importante, per la nostra azienda ma anche per Rovigo: Acquevenete investe su ambienti di lavoro più moderni, funzionali e accoglienti. E’ un’opportunità di crescita condivisa per l’intero territorio”, commenta ancora Cortelazzo.

Un progetto da 3,5 milioni che prevede la demolizione completa dell’edificio esistente nella zona sud-ovest del grande parco e la costruzione di un nuovo edificio di forma poligonale che sarà suddiviso in due aree: una parte, sviluppata su un unico piano, sarà aperta al pubblico, mentre la sezione destinata agli uffici si estenderà su due piani. La superficie lorda complessiva sarà di circa 1.360 metri quadrati. Sarà poi recuperata e restaurata la cisterna monumentale sotterranea, parte del sistema acquedottistico originario, inaugurate nel 1935. Si prevede poi anche il recupero della torre piezometrica, significativa opera architettonica degli anni Trenta, progettata dell’architetto bolognese Giuseppe Vaccaro, che ha però perso la sua funzione di serbatoio pensile e dopo essere stata adibita a uffici, magazzini e archivi, si presenta attualmente in stato di abbandono: al suo interno verrà realizzato un percorso museale sul tema dell’acqua.

Infine, verranno completate le opere esterne nella zona sud-ovest del lotto, comprendenti parcheggi, aree pavimentate e ingressi. Con la realizzazione di un’area di parcheggio aperta al pubblico e una generale “decementificazione” del parco che sarà reso più fruibile. Ci saranno anche una caffetteria ed uno spazio ricreativo.

Se già dalla prossima settimana l’area sarà interessata dalle prime movimentazioni, dal 10 settembre sarà completamente off limits per l’avvio del cantiere. Sono avvisati, dunque, i genitori dei bambini che frequentano la scuola Pascoli, che non di rado utilizzano il parcheggio per andare a prendere i propri figli, ma anche gli utenti della palestra. “Ci saranno sicuramente disagi legati al mancato utilizzo dei parcheggi, quindi si chiede attenzione nell’organizzazione degli spostamenti, perché qualche intoppo alla viabilità potrebbe verificarsi”, è l’avviso diramato dal Comune di Rovigo.

E proprio da palazzo Nodari il vicesindaco Andrea Bimbatti commenta: “Questo intervento rappresenta un passo significativo verso la valorizzazione del patrimonio pubblico e verso una gestione sempre più innovativa e sostenibile. La nuova sede sarà un punto di riferimento efficiente, pensato per garantire un ambiente di lavoro più confortevole e servizi migliori ai cittadini. Investire sulla qualità degli spazi è investire sulla qualità del servizio”. A sua volta, il sindaco Valeria Cittadin durante la presentazione dell’opera, ad aprile, ha parlato di “un progetto importante che merita un plauso sia per la riqualificazione della sede che per le novità per il quartiere che ha bisogno di essere riportato al decoro”.

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