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Gli operai specializzati sono introvabili

In provincia di Rovigo difficoltà nel reperire lavoratori al 54,4%. in Veneto fa peggio solo Belluno.

Gli operai specializzati sono introvabili

In Polesine si prevedono 5.370 assunzioni lavorative entro il prossimo ottobre. un fato positivo, ma che è bilanciato, in negativo, da una crescente difficoltà, da parte delle aziende, nel reperimento di personale specializzato. Mancano operai qualificati, quindi, cosa che è comune a tutto il Nordest, ma che vede il Polesine ai primi posti di questa poco edificante classifica.

Secondo l’analisi della Cgia di Mestre, infatti, la provincia di Rovigo è al secondo posto regionale per difficoltà di trovare personale specializzato, peggio fa solo Belluno. Una difficoltà che in Polesine è fissata al 54,4% (media veneta al 51,5%). A livello nazionale il territorio di Rovigo è al 16esimo posto.

In Veneto Belluno è la provincia veneta dove gli imprenditori faticano più di tutti gli altri colleghi della regione a trovare un lavoratore dipendente. Sempre nel 2024 la difficoltà di reperimento della provincia dolomitica è stata del 55,8%. Seguono Rovigo con il 54,4%, Padova con il 54%, Vicenza con il 53,9%, Treviso con il 53,4%, Verona con il 49,2% e, infine, Venezia con il 47,1%. Infine, nel trimestre agosto-ottobre 2025 gli ingressi previsti nel mercato del lavoro vedono primeggiare la provincia di Verona che ne prevede 30.600 unità. Seguono Padova con 23.180 e Venezia con 21.830. In Veneto sono 126.680.

Tra agosto e il prossimo mese di ottobre sono previste quasi 127mila nuove entrate nel mercato del lavoro veneto; verosimilmente, poco più della metà (51,5% del totale pari a 65.300 unità), sarà di difficile reperimento. Come in tutta Italia, anche gli imprenditori della nostra regione continuano a segnalare notevoli difficoltà nel trovare, in particolare, operai specializzati. E quando la ricerca di questo profilo risulta essere positiva, il processo dura in media quasi cinque mesi. Nessun’altra professione richiesta dalle aziende evidenzia livelli di difficoltà e tempi di ricerca superiori a quelli riscontrati per gli operai specializzati. Senza contare che, anche in Veneto, in quattro casi su dieci l’insuccesso nel trovare questo profilo è determinato dall’assenza di candidati presentatisi al colloquio. In sintesi, per gli imprenditori veneti, soprattutto di piccole e piccolissime dimensioni, individuare figure quali carpentieri, gruisti, fresatori, saldatori od operatori di macchine a controllo numerico computerizzato è diventata una sfida estremamente complessa. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia che ha esaminato i report di Unioncamere-ministero del lavoro e delle politiche sociali, sistema informativo Excelsior del 2024 e del trimestre agosto-ottobre 2025.

Le cause Le cause del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro sono molteplici e frequentemente interconnesse. Negli ultimi anni, fattori quali la denatalità e l’invecchiamento della popolazione hanno contribuito a ridurre la disponibilità di forza lavoro. Inoltre è rilevante sottolineare che molti candidati non possiedono le competenze tecniche e professionali richieste dagli imprenditori, in particolare nel settore manifatturiero, evidenziando lo storico divario persistente tra il livello di apprendimento acquisito durante il percorso scolastico e le esigenze del sistema produttivo. È altresì importante evidenziare che, rispetto al periodo pre-Covid, i giovani sono sempre più alla ricerca di occupazioni che offrano maggiori livelli di flessibilità, autonomia e tempo libero. Parallelamente, mostrano una minore propensione ad accettare incarichi con orari prolungati (in particolare nel weekend) o condizioni lavorative fisicamente gravose.

Gli introvabili I settori dove è sempre più difficile reperire operai specializzati riguardano l’edilizia e il manifatturiero, in particolare nelle filiere del legno, del tessile-abbigliamento-calzature e della metalmeccanica. Nel settore dell’edilizia segnaliamo la difficoltà di trovare sul mercato del lavoro carpentieri, ponteggiatori, cartongessisti, stuccatori, pavimentatori/piastrellisti, palchettisti e gruisti/escavatoristi. Nel comparto del legno sono difficilmente reperibili i verniciatori, gli ebanisti, i restauratori di mobili antichi e i filettatori attrezzisti. Nel tessile-abbigliamento si faticano ad assumere modellisti, confezionisti e stampatori. Nel calzaturiero, invece, tagliatori, orlatori, rifinitori e cucitori. Nella metalmeccanica, infine, la difficoltà di reperimento riguarda tornitori, fresatori, saldatori certificati, operatori CNC e i tecnici di montaggio per l’assemblaggio dei componenti complessi.

Nel Nordest Tra tutte le figure professionali richieste dai titolari di azienda, il Nordest è la ripartizione geografica dove nel 2024 è stato più difficile reperire sul mercato questi lavoratori. La situazione più critica ha riguardato il Trentino Alto Adige: la difficoltà di reperimento ha toccato il 56,5%. Seguono il Friuli Venezia Giulia con il 55,3%, l’Umbria con il 55% la Valle d’Aosta con il 54,5% e il Veneto al 51,5%. Il Mezzogiorno, invece, è la realtà del Paese dove il reperimento è stato più “facile”. La media italiana è stata del 47,8%.

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