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COMMERCIO

Saldi tiepidi, “colpa dell’online”

Il presidente Ceccato: “A farne le spese sono soprattutto i negozi di fascia di prezzo medio-bassa”

Saldi tiepidi, “colpa dell’online”

Il sipario sui saldi estivi è calato domenica scorsa e anche per questa stagione le cose non sono andate esattamente come sperato. Dopo 57 giorni di vendite a prezzi ribassati, a delineare il quadro dell’andamento del lungo periodo di sconti in città il vicepresidente di Confesercenti metropolitana Venezia Rovigo Vittorio Ceccato. Secondo il suo “polso della situazione”, dettato dai rapporti stretti e costanti con gli associati come pure tanti operatori non iscritti, sul territorio provinciale le cose avrebbero potuto andare meglio: “Non siamo ancora in possesso di dati certi sulla tendenza della stagione appena conclusa - afferma - ma quello che posso dire è che c’è stato purtroppo un riscontro tiepido, di qualche punto percentuale in meno rispetto alla stessa stagione dell’anno precedente con riflesso negativo, in particolare, sul settore abbigliamento, scarpe e accessori”. E’ questo, dunque, il comparto che ancora una volta soffre più di altri l’incidenza di fattori esterni che minano il giro di affari delle attività locali visto anche che “altri settori hanno tenuto di più”, puntualizza Ceccato.

I fattori esogeni in questione sono diversi, come per esempio il non trascurabile calo della spesa delle famiglie e i cosiddetti “pre-saldi”, ossia gli sconti disponibili ben prima del 5 luglio, data in cui si è ufficialmente aperta la stagione dei ribassi. Senza dubbio, però, fra tutti i fattori in gioco, in prima linea c’è l’e-commerce: “L’ascesa delle vendite online - riprende il vicepresidente - incide molto, soprattutto nel settore abbigliamento e accessori mentre altre tipologie di servizi soffrono meno e continuano a reggersi sulla clientela diretta. Tra l’altro a fare le spese del dilagare dell’e-commerce sono soprattutto i negozi di fascia di prezzo medio-bassa mentre resistono le attività di marchi storici o di prodotti specifici. Un dato diffuso da Confcommercio riferito all’intero territorio nazionale indica che il 46% dei negozi che chiudono appartengono al settore moda”.

Oltre che sulle categorie merceologiche, Ceccato punta poi l’attenzione anche sulle abitudini di acquisto rilevate tra i cittadini: “Da anni - chiarisce - la tendenza che va affermandosi è che i clienti si avvalgono dei saldi soprattutto nei primi giorni di apertura, poi c’è una flessione verso il basso, e poi una ritorno agli acquisti negli ultimi giorni della stagione o anche successivamente, a stagione chiusa, nelle occasioni speciali quali lo Sbaracco, un evento che a Rovigo è ormai una tradizione consolidata per il quale c’è attesa e soddisfazione e che stiamo portando avanti da oltre un decennio. Non a caso di anno in anno le attività che aderiscono allo Sbaracco sono sempre di più e, dunque, rappresenta una occasione favorevole per dare l’ultima sferzata alla stagione, seppure con il sentore anche in questo caso di un leggero calo”.

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