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Bimba disabile, ora c’è una casa

In precedenza la famiglia aveva rinunciato a due appartamenti perché non idonei

Bimba disabile, ora c’è una casa

Una agonia durata anni che, però, alla fine si è conclusa nel migliore dei modi: la bimba di appena 7 anni affetta da grave disabilità e la sua mamma, che in tutto questo tempo ha combattuto da sola una battaglia per far valere i propri diritti, avranno presto una casa adeguata alle loro esigenze. L'annuncio dell'assegnazione è arrivato appena una settimana fa: una telefonata dall'Ater ha comunicato alla giovane mamma che finalmente hanno ottenuto un appartamento centralissimo in città, dunque comodo rispetto a qualsiasi servizio, a cominciare dalla scuola della piccola, al settimo piano di un edificio gestito, appunto, dall'Ater ma servito da un ascensore, fondamentale per consentire alla bimba di vivere la quotidianità in modo autonomo e senza troppi disagi, visto che sta progressivamente perdendo l'uso degli arti inferiori come pure delle mani.

La vicenda era stata riportata su queste colonne a giugno scorso: la bambina è affetta da una grave disabilità fisica e psichica a causa di una malattia rara degenerativa che la affligge da quando aveva appena 9 mesi. Negli anni ha sostenuto numerosi esami genetici per individuare quello che è stato diagnosticato come un disturbo neurologico dello sviluppo fisico e comportamentale che, tra le varie conseguenze, comporta deficit del linguaggio, microcefalia, epilessia febbrile e non febbrile. La bimba viene sottoposta spesso a ricoveri programmati che si aggiungono agli aggiornamenti settimanali con la neuropsichiatria. Poi ci sono le crisi di assenza che talvolta sfociano in ricoveri d’urgenza. Inoltre, non cammina: fino a poco tempo fa riusciva a muoversi almeno con i tutori ma il peggioramento è progressivo.

Per tutti questi motivi uniti ad altri di carattere non strettamente sanitario, la mamma ha compilato la richiesta per l'assegnazione di un alloggio Ater e il nucleo familiare è entrato in graduatoria in posizione utile per ottenerlo. Ma le offerte che sono seguite, una a Granzette al terzo piano e una in via Machiavelli e sempre al terzo piano senza ascensore, sembravano non tenere conto dei problemi legati alla disabilità. Invece, pochi giorni fa la svolta: la tanto attesa assegnazione è arrivata. E ieri “sono stata chiamata dagli addetti di Ater – racconta la mamma – e mi hanno comunicato che la mia pratica viene protocollata in questi giorni e a breve sarò ricontattata per firmare il contratto”.

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