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Inflazione

I rincari nello zaino e nel carrello

Polesine in linea col dato nazionale: +1,6%. Ma fare la spesa costa il +3,4% in più, in un anno 441 euro

I rincari nello zaino e nel carrello

Il Polesine resta perfettamente in linea con il dato nazionale dell’inflazione, che ad agosto arretra leggermente e passa dall’1,7% di luglio all’1,6% su base annua. Tuttavia, secondo le elaborazioni dell’Unione Nazionale Consumatori, che come di consueto ha stilato la classifica delle città che quest’estate sono più rincarate in termini di aumento del costo della vita, Rovigo si piazza al 23esimo posto nazionale, con il rincaro medio per famiglia tipo che si attesta sui 441 euro, quindi in aumento rispetto ai 427 euro della stima di luglio.

C’è poi un ulteriore dato da tenere in considerazione. Perché sì, l’inflazione mensile è appena lo 0,1% e quella annua è in riduzione, ma come si evidenzia nella stessa nota Istat, “ad agosto accelera la crescita su base annua dei prezzi del ‘carrello della spesa’ (+3,4% da +3,2%) e, seppure in misura modesta, l’inflazione di fondo (+2,1% da +2,0%). L’inflazione scende all’1,6%, principalmente per effetto della flessione dei prezzi dei beni energetici (-4,8% da -3,4% di luglio). Accelerano invece i prezzi nel settore alimentare (+3,8% da +3,7%), per effetto dell’aumento del ritmo di crescita dei prezzi dei prodotti non lavorati (+5,6% da +5,1%) parzialmente compensato dalla lieve frenata di quelli dei lavorati (+2,7% da +2,8%)”.

Ma è nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana” che l’Istat, allargando l’orizzonte non più mese su mese e anno su anno, ma su un periodo più lungo, evidenzia come nel giro di poco più di un lustro i beni alimentari abbiano subito un’impennata di circa un terzo: “In conseguenza della forte impennata registrata tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2023 e al successivo perdurare di una significativa, seppure più moderata, tendenza alla crescita (fenomeni che hanno riguardato l’intera Europa), i prezzi al consumo (indice armonizzato) dei beni alimentari (cibo e bevande non alcoliche) risultano in Italia avere raggiunto a luglio 2025 (ultimo dato disponibile) un livello più elevato del 30,1% rispetto a quello medio del 2019”.

Fare la spesa, insomma, diventa sempre più caro. E’ per questo che Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori parla di “carrello della spesa rovente. L’Istat conferma l’infiammata delle spese di tutti i giorni, oltre che solita speculazione sulle vacanze degli italiani”.

Già, perché anche se ormai le vacanze sembrano lontanissime, il clou delle ferie è stato proprio agosto. E, come da previsione, i prezzi dei servizi turistici hanno subito vere e proprie impennate, come rimarca il Codacons, che guarda anche al “caro scuola”: “I numeri dell’Istat confermano in pieno le denunce del Codacons circa il fenomeno del ‘caro-vacanze’: ad agosto a registrare i rincari più alti sono proprio le voci legate al turismo. I prezzi dei voli nazionali, ad esempio, crescono del +23,5% su anno, le tariffe dei traghetti del +7,8%, i listini dei pacchetti vacanza nazionali del +10,4%, case vacanza, b&b e altre strutture ricettive del +6%, quelle dei servizi ricreativi e sportivi (lidi, piscine, palestre, ecc.) del +6,8%. Le brutte notizie per le famiglie però non sono finite: alla stangata estiva si aggiunge ora quella di settembre legata alla scuola, con i prezzi del materiale scolastico che aumentano in media del +4,8% su anno per quanto riguarda il materiale di cartoleria, e del +3,8%”.

Tornando alle città più care, in testa alla graduatoria, c’è Bolzano dove l’inflazione tendenziale pari a +2,1% si traduce nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 697 euro per una famiglia media. Medaglia d’argento per Rimini che, con +2,4% su agosto 2024, la terza inflazione più alta d’Italia dopo Cosenza, al 1° posto con +2,7%, e poi Belluno al 2° posto con +2,5%, ha un incremento di spesa annuo pari a 661 euro a famiglia. A Belluno che il +2,5% si traduce in una spesa supplementare pari a 652 euro annui per una famiglia tipo. E non è un caso che questo picco si sia registrato proprio in concomitanza con il picco turistico del mese scorso. Sull’altro fronte della classifica, la città più virtuosa d’Italia è Pisa, dove con +0,3%, l’inflazione più bassa del Paese ex aequo con Aosta, si ha un aumento annuo di 81 euro.

A Rovigo i rincari dei prodotti alimentari sono del 4,6% annuo, molto più del 3,8% nazionale. A tirare verso l’alto i prezzi sono soprattutto la carne, arrivata a costare il 6,3% in più rispetto a un anno fa, con un +0,9 ulteriore fra luglio e agosto, ma anche il pesce, risalito ad agosto su luglio del 2,2% per un valore tendenziale del +3,7%, zucchero e dolciumi, che con il +1,1% mensile fanno salire l’inflazione tendenziale al 4,6%, il caffè, il cui prezzo è salito addirittura del 17,2% rispetto a un anno fa con una spinta del 2% nell’ultimo mese e la frutta, che pur perdendo 5,5 punti percentuali rispetto a luglio, si attesta al +11,6% rispetto a un anno fa, ma anche latte, formaggi e uova che salgono del +5,6%. E se pane e cereali crescono meno del valore medio dell’inflazione, +1,4%, l’unica voce della spesa a mostrare il segno meno è quella di oli e grassi, che pur salendo dello 0,7%, fa registrare un -5,2% anno su anno.

Uscendo dal supermercato e guardando le altre voci di spesa, il “caro scuola” a Rovigo ad agosto vale il 2,4% rispetto a un anno fa, mentre il “caro vacanze”, inteso come pacchetti viaggio, fa segnare un +7,3 rispetto ad agosto 2024 e un +8,6% rispetto a luglio . Invece, sul fronte “turismo interno”, i prezzi di servizi ricettivi e di ristorazione crescono del 1,6%% su luglio e del 2,5% sul 2024.

E le bollette? L’acqua segna un +15% annuale, ma mese su mese risulta pari a zero, così come zero è la voce rifiuti, mentre luce e gas scendono rispettivamente del -3,6% annuale e del -2% mensile e del -5,2 annuale e del -2,9 mensile.

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