VOCE
CASA DI RIPOSO
26.09.2025 - 20:38
Note liete per l’Iras, con il concerto degli allievi del conservatorio Venezze nel parco della struttura di San Bortolo, voluto dal commissario straordinario Tiziana Stella, per “portare un pomeriggio di festa nella comunità dei nostri grandi anziani e di rafforzare l’identità del centro servizi”, che è stato anche e soprattutto un momento di ringraziamento e celebrazione della conquistata salvezza dell’ente che, schiacciato da un debito milionario, rischiava di dover chiudere i battenti. O, come è stato tentato per evitare la chiusura, di vedere la gestione appaltata ad un privato.
Così non è stato, grazie all’accordo trovato, praticamente a dieci anni dal commissariamento della struttura, fra Regione e Comune e al piano di risanamento, approvato il 10 luglio scorso dallo stesso commissario Stella che prevede il saldo e stralcio dei 14,2 milioni di debiti, principalmente verso le banche per 5,57 milioni, 3 verso fornitori, 1,8 verso la Regione e 2,5 con i dei dipendenti. Proprio i dipendenti hanno accettato di “lasciare sul piatto” 1,3 milioni degli 1,6 del Fondo risorse decentrate. A sostenere il piano, 1,8 milioni dal Comune (metà dei “famosi” 3,6 dei quali si è parlato per anni), frutto dell’accordo transattivo a chiusura del contenzioso aperto per i ricorsi al Tar da parte del Comune di Rovigo sulla chiusura della convenzione per la gestione di Casa Serena, e 1,9 milioni stanziati dalla Regione.
“Un momento di festa - ha detto in apertura il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin - perché siamo riusciti grazie alla grande collaborazione con il commissario Stella e con la Regione a superare una controversia giuridica che darà i propri frutti. Ringraziamo di cuore anche i lavoratori, che con la loro generosità hanno contribuito a salvare questa struttura”.
Da parte sua, il commissario Stella ha rimarcato: “Celebriamo il lavoro fatto in questi anni, insieme ai commissari Rodolfo Fasiol e Ezio Zanon e a tutti quanti ci hanno accompagnato in questo lungo percorso. Quando l’assessore Manuela Lanzarin mi ha chiamato, in un contesto politico conflittuale, ha indicato l’obiettivo del risanamento di Iras mantenendolo pubblico, dismettendo Casa Serena. Ringrazio la giunta regionale e l’assessore Lanzarin che mi hanno sempre sostenuti, anche quando, nei momenti di confitto o di fallimenti di strategie, siamo stati indotti al pensiero di mollare. Siamo andati sulle montagne russe, ma senza mai perdere di vista che Iras è una realtà fatta di persone prima che di numeri. E abbiamo sempre cercato di garantire il benessere interno. Grazie al supporto di tutti i nostri stakeholder, Regione in primis, e tutto il pool professionale che ci ha accompagnato. Abbiamo trovato poi con l’attuale sindaco di Rovigo un punto di sintesi importante. I lavoratori hanno fatto non solo un sacrificio grandissimo dal punto di vista economico, ma sono sempre rimasti molto concentrati sull'attività lavorativa. Ora, anche in forza del fatto che siamo un ente molto ben strutturato e anche dal punto di vista operativo siamo riusciti a mantenere piena la casa di riposo, quindi i nostri ricavi sono solidi, possiamo affrontare anche un piccolo percorso di rinnovamento e di ristrutturazione e pensare anche a un piccolo ampliamento”.
Iras, che oggi ha 262 posti letto, grazie ad un ulteriore specifico contributo di 2 milioni a fondo perduto del Fondo per lo sviluppo e la coesione, ha infatti messo in cantiere un ampliamento con una palestra e una nuova struttura per recuperare 30 posti aggiuntivi, parte dei 100 che erano accreditati a Casa Serena. Già, Casa Serena. Ma quella, ora, è un’altra storia.
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