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SALUTE

Anche la Ai fa battere il cuore

Il futuro della diagnosi e della cura

Anche la Ai fa battere il cuore

“Onora il tuo cuore 2-Prevenzione, diagnosi e terapie in epoca di intelligenza artificiale” è stato il titolo del convegno promosso dall’Associazione nazionale insigniti dell’ordine della Repubblica italiana e dagli Amici del cuore, andato in scena venerdì in Provincia.

Ha aperto i lavori la presidente Ancri Dina Maragno. Spazio quindi al primo relatore, Filippo Donato, giovane cardiologo dell’università di Padova che ha illustrato le applicazioni dell’intelligenza artificiale in cardiologia, spiegando come la Ai possa interpretare l’elettrocardiogramma in modo tale da prevedere diagnosi di infarto, di cardiopatie ischemiche e valvolari con anticipo anche di 2-3 anni e quindi controllare i soggetti a rischio e impostare la terapia personalizzata. Ha poi fatto il suo intervento Francesco Zanon, primario della cardiologia dell’Ulss 5 Polesana, che ha spiegato cosa sono le aritmie cardiache e in particolare la fibrillazione atriale che colpisce il 2% della popolazione anche giovane. Tramite la Ai si possono impiantare dei sensori tramite una iniezione sottocutaneo.

E’ seguita la relazione di Federico Nalesso, direttore della cattedra di nefrologia all’università di Padova, che ha parlato di rapporti tra malattie cardiache e renali. Infine ha preso la parola Francesco Chiavilli, già primario del centro trasfusionale polesano e ora presidente provinciale Avis, che ha illustrato le applicazioni della Ai per eseguire prelievi e donazioni. Ma visto che il sangue non si può produrre neanche con l’intelligenza artificiale, l’appello è stato di incentivare le donazioni, specie tra i giovani. Per l’Aido invece la Ai può essere utile per i pazienti bisognosi di trapianto, incentivare le donazioni e per la selezione accurata dei riceventi il trapianto.

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