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Il ministro Urso a Rovigo: “Il nucleare è necessario”

L'esponente di governo rilancia sugli “small reactors”: “Non possiamo più dipendere da altri”.

Il ministro Urso a Rovigo: “Il nucleare è necessario”

Il ministro Adolfo Urso a Rovigo

La rimodulazione del Pnrr ma anche energia, nucleare e trivellazioni sul tavolo nell’incontro di aggiornamento e confronto con le categorie economiche, in clima pre-elettorale viste le incombenti elezioni regionali, tenuto oggi, 4 ottobre, dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nella sede di Confindustria.

“Il nucleare? E’ assolutamente necessario che ci sia una fonte energetica continuativa, a basso costo, nel luogo più vicino alla produzione industriale, come solo l’energia nucleare di nuova generazione, cioè gli small reactor, i piccoli reattori nucleari puliti e sicuri compatibili e trasportabili, può assicurare. A fianco necessariamente, di tutte le forme di energie rinnovabili che stiamo realizzando, solare, fotovoltaico, eolico, ovviamente anche in alcune zone del Paese geotermico o idroelettrico. Ma va necessariamente realizzata un’altra forma energetica continuativa e localizzata nel territorio affinché si possa garantire energia anche industriale a basso costo e continuativa e soprattutto l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa nella produzione energetica: non possiamo più dipendere da altri”.

Urso ha affrontato anche il tema trivellazioni: “Che ci sia bisogno di produrre gas anche nel nostro Paese è evidente a tutti, anche per abbassare il costo energetico. Si farà laddove sia possibile anche dal punto di vista ambientale. Ovviamente l’esperienza del Polesine la conosciamo tutti, è un’esperienza del passato con tecnologie vecchie, comunque non è questo ovviamente l’obiettivo del Governo: ci sono altre possibilità di realizzare in altre parti sia dell’Adriatico che dello Ionio e ovviamente sulla terraferma. L’Italia ha bisogno di energia a basso costo perché il vero handicap del Paese oggi è l’alto costo dell’energia e una delle motivazioni è che non la produciamo nel nostro territorio nazionale, ma non possiamo più portare energia dall’estero. Questo vale per il nucleare come vale ovviamente anche per il gas anche se noi siamo diventati, ed è un fatto estremamente positivo, l’hub del gas europeo: grazie ai nostri rigassificatori, ai nostri gasdotti, alle nostre strutture di trasmissione del gas riforniamo di gas, che importiamo dall’estero altri Paesi europei”.

Il ministro ha poi auspicato “che nelle prossime settimane la Commissione europea finalmente ascolti l’accorato appello delle associazioni imprese europee che sulla linea, sulle posizioni che ha indicato da tempo il Governo italiano su una revisione sostanziale per rimuovere le follie del Green Deal, sia per quanto riguarda il settore delle auto che sta collassando in Europa, sia nei settori primari come la siderurgia e la chimica. La svolta in Italia è stata impressa dal governo Meloni, seguendo in qualche misura il modello del Veneto, ora dobbiamo cambiare l’Europa”.

Sul Pnrr Urso ha spiegato: “Abbiamo fatto l’ultima rimodulazione perché siamo nella fase finale conclusiva non avendo avuto una proroga dello strumento a livello europeo. E in questa riprogrammazione, per quanto riguarda il ministero delle Imprese del Made in Italy, siamo riusciti a ottenere un’altra dotazione aggiuntiva rispetto ai 19 miliardi del piano originario a oltre 30 miliardi di euro. Tutti impiegate per la duplice sfida digitale e ambientale e per la competitività”.

Oltre ai rappresentanti del mondo confindustriale e a sindaco e vicesindaco, Valeria Mantovan e Andrea Bimbatti, numerosissima la schiera di esponenti FdI, fra i quali il senatore Bartolomeo Amidei, l’assessore regionale Valeria Mantovan, il presidente del consiglio comunale e il capogruppo di Rovigo Mattia Moretto e Renato Campanile, il segretario comunale Matteo Zangirolami, il sindaco di Loreo e presidente del Parco del Delta Moreno Gasparini, a conferma del taglio politico della visita. Ma Urso ha “glissato” sul fatto che il centrodestra non abbia ancora trovato la quadra sul candidato presidente.

Ed ha rilanciato: “Sarà trovata ovviamente di comune intesa, come sempre abbiamo fatto: questa è una coalizione coesa e gli elettori lo hanno capito, pensiamo al risultato di gran lunga superiore alle aspettative nelle Marche e guardiamo con attenzione e fiducia il risultato della Calabria. Credo che sia importante che il centrodestra manifesti la stessa unità di intenti qui nel Veneto, che è la regione guida per quanto ci riguarda: Fratelli d’Italia ha ottenuto in Veneto il risultato più alto in tutta Italia, oltre il 31% alle politiche, quasi il 38% alle europee. Noi siamo già di fatto, a prescindere da chi sarà il governatore, il partito guida del Veneto”.

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Commenti all'articolo

  • 2ga.toni

    05 Ottobre 2025 - 22:55

    Pensavo avesse portato il progetto per la rotatoria a Boara, dato che in campagna elettorale la sindaco la dava per certa

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