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Il ritardo sul nome agita i partiti

Per la lista di FdI spunta anche il nome di Prando e torna a circolare quello di Moretto

Il ritardo sul nome agita i partiti

Tanta fibrillazione ma, soprattutto, diversi malumori stanno contrassegnando queste giornate di inizio di ottobre che anticipano la campagna elettorale delle elezioni regionali. Nel capoluogo, in particolare, tra gli esponenti dei partiti di centrodestra, l’attesa dell’annuncio del candidato presidente, che dovrebbe essere il deputato leghista Alberto Stefani a meno di clamorosi sconvolgimenti, si sta trasformando in una malcelata impazienza. Perché da settimane l’annuncio viene dato per imminente e poi puntualmente rimandato. In qualsiasi caso, una data di scadenza c’è ed è il 25 ottobre, giorno in cui le liste dovranno essere depositate.

Intanto, però, la confusione e le ipotesi di candidatura (più o meno fondate) regnano sovrane mentre scarseggiano le certezze, a cominciare dalla lista di FdI, a cui tutti guardano in quanto principale partito di maggioranza. La papabile cinquina dei Fratelli nelle ultime ore sembra al centro di uno sconvolgimento che ha per protagonista il sindaco di Lusia Luca Prando. Entrato nella Lega ad inizio 2024, Prando potrebbe cambiare casacca subito dopo le elezioni per approdare in FdI. Non solo. Perché il suo ingresso nel partito di Giorgia Meloni, secondo alcune voci in circolazione, potrebbe essere anticipato da un posto in lista alle regionali. Lista che, ad oggi, ha una sola presenza certa, quella dell’assessore regionale Valeria Mantovan, ed una molto probabile, quella del consigliere comunale e provinciale Fabio Benetti, dato che ha avuto l’autorizzazione per affiggere i propri manifesti elettorali. Per gli altri tre posti sono state chieste, invece, varie disponibilità a diversi esponenti, sindaci compresi. Come nel caso del primo cittadino di Villadose Pier Paolo Barison e, a questo punto, forse anche al sindaco di Lusia. Un altro nome che riaffiora in queste ore è quello del presidente del consiglio comunale di Rovigo Mattia Moretto che nei giorni scorsi era stato eclissato dalle ipotesi di una discesa in campo di Matteo Zangirolami e di Giuseppe Scaramozzino. Entrambi questi ultimi, però, avrebbero ritirato la disponibilità. Di certo, la candidatura in contemporanea sia di Moretto che di Prando è uno scenario che non si può verificare a meno che non salti la candidatura di uno dei due tra Barison e Benetti.

Ma è in casa Lega che la tensione è più palpabile per l’attesa della corsa di Stefani. Qui i giochi sarebbero praticamente chiusi se non ci fosse l’incertezza del candidato presidente. La lista, per il momento, dovrebbe essere composta dal governatore uscente Luca Zaia capolista in Polesine proprio come nelle altre province, il consigliere regionale Laura Cestari, l’assessore veneto Cristiano Corazzari, l’assessore rodigino Lorenzo Rizzato e il consigliere comunale e segretaria particolare del ministro Carlo Nordio Valentina Noce. E’ ancora in alto mare, invece, la lista di Forza Italia ferma a soli tre nomi: il sindaco di Badia Giovanni Rossi, la vicepresidente di Asm spa Lucia Merlin e il giovane Luca Irianni.

Chi ha fatto un passo in avanti nel frattempo è la lista dell’Udc che dopo aver annunciato la discesa in campo di Renato Borgato ha aggiunto anche la candidatura di Cristina Veronesi, esponente dello scudo crociato di Rosolina. Inoltre, a breve, Borgato promette di svelare il terzo nome in corsa, quello “di una trentenne di Rovigo”.

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