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Economia

Le bollette si mangiano i profitti

Polesine decimo in Italia e primo in Veneto per peso sulle Pmi.

Le bollette si mangiano i profitti

Anche i costi energetici frenano il Polesine. Perché Rovigo è la decima provincia in Italia e la prima in Veneto appaiata a Vicenza, per la maggior quota del valore aggiunto territoriale, il valore economico creato dalle imprese, che è stata destinata a coprire il maggior costo dell'energia elettrica rispetto alla media. Questo quanto emerge da una stima di Confartigianato Imprese sul prezzo medio dell’elettricità per le micro e piccole aziende italiane, che a livello nazionale è di 28 centesimi di euro per chilowattora, superando del 22,5% la media europea. A incidere è anche il prelievo fiscale e parafiscale, più che doppio (+117,4%) rispetto alla media Ue. Peggio fa solo la Polonia, con 7,90 centesimi. “Un paradosso - osserva Confartigianato - se si considera che le grandi imprese energivore beneficiano di un fisco in bolletta più leggero del 19,6% rispetto all'Europa. Lo scorso anno le micro e piccole imprese italiane hanno pagato 8,8 miliardi di euro per l’elettricità, con 1,6 miliardi in più rispetto alla media europea. Il Veneto si colloca al secondo posto tra le regioni più penalizzate, con 231 milioni di euro di extra-costi per le micro e piccole imprese rispetto alla media europea, subito dopo la Lombardia (443 milioni). A livello provinciale, le aziende vicentine subiscono un peso di 62 milioni di euro, mentre Treviso e Verona registrano rispettivamente 50 e 46 milioni rientrando nella top ten delle province con costi maggiori in bolletta”.

In Polesine questo “spread” come lo definisce Confartigianato di extracosti pagato dalle piccole e micro imprese è pari a 12 milioni di euro, su un totale di bollette delle attività pari a 67, con la sola Belluno che con 7 milioni sui 37 complessivi di spesa energetica delle piccole e micro imprese ha numeri inferiori in Veneto. Tuttavia, la prospettiva cambia, e di molto, se si rapporta il “peso” di questa extraspesa energetica sul valore aggiunto territoriale, perché ecco che si vede svettare Rovigo, nelle primissime posizioni nazionali, dal momento che questo “spread”, erode una quota pari allo 0,20% del valore economico creato da queste stesse imprese. La media nazionale è un peso dello 0,09%, mentre a livello regionale è lo 0,14%, valore secondo solo al quello del Friuli Venezia Giulia, lo 0,18%.

“Serve ridurre gli oneri impropri in bollette e diversificare le fonti, il dato sull’extracosto che pesa sulle imprese venete - sottolinea Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto - è inaccettabile per un sistema produttivo che vive di manifattura diffusa e di piccola dimensione. Se un’azienda veneta paga il 22,5% in più rispetto alla media europea, significa che partiamo svantaggiati rispetto ai nostri concorrenti diretti. Non chiediamo sconti o trattamenti di favore, ma un quadro normativo che metta tutte le imprese sullo stesso piano, indipendentemente dalla dimensione. L’energia deve essere un fattore di crescita, non un ostacolo: per questo Confartigianato continuerà a chiedere con forza regole più eque e investimenti che garantiscano stabilità e sostenibilità ai nostri territori”.

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