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ENERGIA

Nucleare? “Bisogna superare il gap”

Per il ministro Bernini (Miur): “La parola fa paura, ma è tutta una nuova tecnologia”

Nucleare? “Bisogna superare il gap”

L’Italia ha detto “no” al nucleare per ben due volte in due referendum, nel 1987 e nel 2011, tutte e due le volte - secondo i parlamentari polesani di centrodestra Bartolomeo Amidei (FdI) e Piergiorgio Cortelazzo (Forza Italia) - sull’onda emotiva di due disastri nucleari: quello di Chernobyl, prima, quello di Fukushima poi. Ma la tecnologia è migliorata e le circostanze sono cambiate, le bollette energetiche, infatti, pesano in maniera insostenibile su famiglie e su aziende e non c’è più tempo da perdere.

E’ su questo nuovo scenario che si inserisce il nuovo ddl sul nucleare “sostenibile” presentato dal ministro per l’Ambiente e la Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin che secondo la collega del Miur Anna Maria Bernini, lunedì a Rovigo è l’unico orizzonte futuro. “Il nucleare di ultima generazione non ha nulla a che vedere con il vecchio nucleare che fa paura a tutti - ha dichiarato Bernini - Già la parola crea questa sensazione che stia succedendo qualcosa di terribile. In realtà quello di cui si sta discutendo in queste settimane, ovvero il nucleare di ultima generazione, è molto più sicuro delle bombole usate in alcune parti d'Italia che rischiano veramente di fare dei danni spaventosi. Stiamo parlando di microcentrali di ultima generazione. Non ci si deve far spaventare dalle parole. E’ cambiato tutto, le tecnologie sono completamente diverse e se veramente si vuole avere un mondo pulito e creare un limite al contrasto della biodiversità, quindi evitare un cambiamento climatico drammatico, bisogna fare riferimento a energie come queste; non solo le alternative quindi, ma anche il nuovo nucleare pulito”.

Piergiorgio Cortelazzo, deputato di Fi, è vicepresidente della commissione Ambiente e il progetto di legge lo ha seguito sin dal suo esordio: “Lo dicono gli organismi terzi, il nucleare è molto sicuro rispetto anche ad altri impianti che alimentiamo con fonti diverse. In Italia abbiamo forte la necessità di trovare delle fonti che ci rendano indipendenti e a prezzi sicuramente più calmierati rispetto ad oggi, ma non a discapito della sicurezza”. Aggiunge Cortelazzo: “A tutte le audizioni a cui ho partecipato con organismi super partes, ci hanno assicurato che questi mini reattori di nucleare pulito nulla hanno a che fare col passato”.

Dello stesso avviso il senatore di Fratelli d’Italia Bartolomeo Amidei: “Sappiamo che quando si parla di nucleare oggi non si tratta di tecnilogie ferme a 30 anni fa, ma di centrali tra i 100 e i 300 megawatt, dunque di capacità ridotta rispetto alle grandi centrali nucleari, che garantiscono più versatilità, dunque c’è la possibilità di inserirle in tempi brevi e in ambienti contenuti. L’Italia deve colmare questo gap energetico rispetto agli altri grandi paesi del mondo”. E come contenere la sindrome del “not in my backyard?”. “I comitati del “No”, non voglio generalizzare, ma ragionano da cosiddetti ambientalisti. Dicono “no” anche al fotovoltaico, mentre i pannelli solari sono riciclabili dopo 30 anni. Non esiste un’energia più pulita e sicura di quella del fotovoltaico”. Il punto è un altro: “Noi oggi paghiamo l’energia quasi il triplo di quanto le paga la Francia, significa pagare un prezzo troppo alto legato al costo del gas e per questo Meloni ha introdotto l’ipotesi del nucleare per centrare gli obiettivi di competitività delle imprese del nostro Paese. Abbiamo aziende nostre che si porranno in prima fila per fare energia pulita e a basso costo”.

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