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Interporto, l’ora di ridefinire l’area

Bimbatti: “Si andrà a dare una definizione alla controversia. Vogliamo evitare il contenzioso”

Interporto, l’ora di ridefinire l’area

Due enti “amici”, il Comune di Rovigo e l'Interporto, una richiesta di rimborso di 4,2 milioni di euro da parte di Interporto al proprio socio, cioè il Comune che comunque ha già accantonato da tempo due milioni di euro, e un regolamento scaduto da tempo, il Piano particolareggiato dell’area Interporto, che va rivisto. In mezzo il rischio di un contenzioso che palazzo Nodari punta a evitare per cercare, piuttosto, un accordo. In questo quadro, si inserisce la decisione del consiglio comunale del 1 ottobre che, approvando la destinazione dell'avanzo di amministrazione da 5 milioni di euro, ha dato anche via libera allo stanziamento di 44mila euro per affidare a un legale l'incarico di sbrogliare la matassa.

A spiegare il motivo della cifra stanziata a favore di un professionista esterno è stato l'assessore all'urbanistica Andrea Bimbatti: “C'è il rischio di un contenzioso - ha esordito Bimbatti - per una richiesta economica da parte di Interporto. In precedenza è già stato dato l’incarico a un legale che ha già fatto un lavoro importante ma in questo momento è necessario riaffidare l'incarico perché, dopo che gli uffici hanno lavorato in questi mesi per rispondere alla richiesta di Interporto, si andranno a riscrivere tutte le norme che riguardano l'intera area interportuale. Infatti, a prescindere dall'articolo 23 che è una questione a parte, l'area non è mai stata ben definita dal punto di vista delle norme urbanistiche”. Invece, grazie al nuovo incarico, “si andrà a dare una definizione alla controversia che in questo momento è aperta, tanto che a bilancio ci sono dei soldi accantonati”.

Vale la pena, a questo punto, ripercorrere la vicenda. Nel luglio 2022, il Comune con l'allora sindaco Edoardo Gaffeo ha ricevuto da Interporto la richiesta di sborsare 4,2 milioni di euro a titolo di rimborso delle somme anticipate da Interporto per l’urbanizzazione dell’area. Soldi riconducibili ad opere di urbanizzazione secondaria realizzate in passato in virtù del vecchio Piano particolareggiato, il quale quale prevedeva un meccanismo di restituzione degli oneri ad Interporto che ha eseguito tali opere, attraverso varie concessioni. Con la scadenza del Piano, le regole della convenzione sono finite. E dunque l'Interporto come potrà recuperare le somme che ha anticipato? E' proprio questo il nodo da risolvere: Comune e Interporto devono definire uno strumento che consenta di uscire dall’impasse. “L'incarico - ha precisato Bimbatti - servirà per andare a discutere definitivamente la questione e per liberare, o pagare se verrà stabilito, delle risorse a Interporto che sono già per buona parte accantonate”. Il riferimento è ai due milioni messi da parte ma “le considerazioni del Comune sono diverse dalle richieste fatte da Interporto” ha puntualizzato.

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