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Sguardo sul futuro dei campi

Il convegno

Sguardo sul futuro dei campi

Sarà il dialogo tra generazioni in agricoltura il tema del convegno regionale di Anpa, l’Associazione regionale pensionati di Confagricoltura, che si svolgerà sabato alle 10 a Lendinara, al teatro comunale Ballarin di via Giambattista Conti.

“Tradizione e innovazione in un mondo che cambia” è il titolo del convegno, che vedrà l’incontro e il confronto tra due universi: quello degli anziani agricoltori, con il loro piccolo mondo antico fatto di tradizioni, conoscenza e saperi tramandati; e quello dei giovani, che operano in una modernità fatta di innovazione, tecnologie e un mercato globale che corre sempre più in fretta. Prevista la presenza di oltre 200 agricoltori provenienti da tutto il Veneto.

La giornata inizierà alle 10 con i saluti istituzionali. Quindi la presentazione del convegno, con Rodolfo Garbellini, presidente nazionale di Anpa, e Sergio Nucibella, presidente regionale. Alle 10.30 la tavola rotonda su “Tradizione e sviluppo della società agricola in un’era digitale”, con Fabio Ortolan, esperto di storia veneta, e Francesco Longhi, presidente regionale di Anga, l’Associazione dei giovani di Confagricoltura. Alle 11.30 intermezzo musicale lirico e quindi le conclusioni dell’onorevole Angelo Santori, segretario nazionale dell’Anpa. Seguirà il trasferimento a piedi a palazzo Malmignati, in riviera San Biagio, per il pranzo.

Spiega Rodolfo Garbellini, imprenditore agricolo rodigino e presidente nazionale dal 2018 dell’Associazione pensionati: “Noi anziani agricoltori possiamo continuare ad essere una risorsa indispensabile non solo per le nostre famiglie e la società, ma anche per i giovani, che portano avanti il nostro lavoro nelle campagne. Le radici nutrono l’identità, il sapere tramandato guida le scelte e l’esperienza può essere al servizio dell’innovazione. Il futuro dell’agricoltura sta nella capacità di coniugare le pratiche tradizionali con le nuove tecnologie, creando un modello produttivo che sia sostenibile ed economicamente vantaggioso. Bisogna sempre tenere presente che l’agricoltura non è solo un settore produttivo, ma cultura, paesaggio, comunità”.

Per i giovani agricoltori il momento non è facile: secondo i dati di Confagricoltura solo un’azienda su dieci sopravvive alla terza generazione; meno di una su quattro supera il primo passaggio generazionale. Negli ultimi dieci anni sono sparite 82mila aziende condotte da under 35. Quelle che restano si distinguono per diversificazione e innovazione, digitalizzazione dei processi, titoli di studio avanzati e produttività.

“I tempi sono duri, in quanto il mercato è sempre più selettivo - sottolinea Francesco Longhi, imprenditore agricolo di Crespino e presidente regionale dei Giovani di Confagricoltura - le aziende devono specializzarsi, se vogliono stare sul mercato, perché è invaso dalle commodity, cioè materie prime senza differenze qualitative che arrivano da ogni angolo del mondo. Bisogna puntare a filiere strutturate e cercare circuiti premianti per garantirci un futuro. La nostra storia e la nostra tradizione, insomma, devono essere coniugate con un’ottimizzazione dei mezzi tecnici e con un’intensa attività di networking, per stare al passo con un mondo in continuo cambiamento e un’agricoltura che si modifica”.

“I pensionati agricoli sono stati i custodi dell’ambiente e molti sono ancora operativi e sostengono concretamente le nuove generazioni, dando un contributo fondamentale alle loro famiglie - aggiunge il segretario nazionale di Anpa, Angelo Santori - le aziende agricole condotte da ultra50enni sono circa due terzi del totale. L’Anga-Giovani di Confagricoltura sta lavorando molto bene sul ricambio generazionale, un tema che negli ultimi anni sta assumendo sempre più importanza a causa delle peculiarità di tutto il tessuto produttivo italiano. L’integrazione tra generazioni deve rendere i giovani protagonisti, tenendo conto del ruolo degli agricoltori senior, con l’obiettivo di mettere a frutto le esperienze di entrambi”.

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