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“Ecoambiente, intervengano i soci”

Lettera di Frigato ai sindaci: “Non c’è condivisione delle scelte nel consiglio di amministrazione”

“Ecoambiente, intervengano i soci”

La pace in casa Ecoambiente, scaturita dall’incremento dei fondi Pnrr fino a coprire l’intero costo di 20 milioni dell’impianto a biometano di Sarzano, è durata pochissimo. Perché lo scontro interno alla società e al consiglio di amministrazione si è riacceso negli ultimi giorni con una lettera inviata dal presidente Pier Paolo Frigato a tutti i sindaci soci e al Consiglio di bacino, ente che sovrintende la gestione del ciclo integrato dei rifiuti. La lettera è un attacco frontale agli altri componenti del cda, l’amministratore delegato Alberto Patergnani e la vicepresidente Patrizia Cassetta, senza tralasciare il direttore tecnico fresco di incarico Eugenio Boschini, anche direttore generale di Polaris, partecipata al 100% dalla stessa Ecoambiente.

La lettera di Frigato si conclude con la richiesta ai soci: “Vi invito ad esercitare maggiormente e con celerità il ruolo di controllo analogo che vi compete, ad esempio richiedendo accesso agli atti e copia verbali, dai quali potete constatare quanto da me rappresentato, in maniera più dettagliata e, nell’attesa di vostri eventuali approfondimenti o verifiche, di adottare le più opportune azioni nei confronti dell’attuale operato del cda e dell’organico”.

In particolare, Frigato fa riferimento alla mancanza di condivisione e di informazione all’interno del cda: “Nel deliberare molteplici punti all’ordine del giorno, il sottoscritto si trovava nella condizione di dover esprimere voto contrario a causa della mancata condivisione del materiale a supporto o della sua tardiva consegna (a volte il giorno stesso del cda o addirittura nemmeno reso disponibile), non venendo sufficientemente informato e di conseguenza senza aver la possibilità di effettuare l’azione istituzionale che mi compete di controllo, verifica e approfondimento, soprattutto nel merito di tematiche spesso di notevole rilevanza”. Cose segnalate, ma “ad oggi - chiarisce - nulla è cambiato”.

A questo aggiunge che “il collegio dei revisori di Ecoambiente ha rilevato formalmente per due volte durante lo svolgimento dei cda e altre ancora, verbalmente, che la società non può continuare a ricorrere alla maggioranza dei voti nei cda a causa della mancata pre-condivisione delle tematiche da affrontare o per la mancata messa a disposizione del relativo materiale, e che non è possibile procedere con convocazioni dell’organo di amministrazione sempre a carattere d’urgenza sebbene non si sia riscontrata tale necessità. Il tutto darebbe adito ad un malfunzionamento del cda a scapito della corretta gestione aziendale”.

Inoltre, spiega Frigato, di fronte al fatto che “il Consiglio di bacino abbia richiesto più volte aggiornamenti sulle varie evoluzioni e decisioni future che Ecoambiente intende intraprendere, l’amministratore delegato, in quanto unico al tempo con carica deliberata dall’assemblea dei soci rispetto ai semplici consiglieri, ha relazionato senza condividerne il contenuto con il sottoscritto oltre a non riservare la dovuta priorità nella risposta”.

Poi c’è il capitolo dedicato al direttore tecnico. “L’ingegner Boschini - scrive ancora Frigato - è stato incaricato dal cda, escluso il sottoscritto sempre per mancata condivisione della scelta” a responsabile unico di progetto aziendale, ma “non si confronta e non condivide le scelte di natura operativa, tecnica e gestionale aggiornando lo scrivente per la parte di competenza ordinaria e straordinaria, al netto di qualche sporadica mail”. Poi, l’affondo: “Nell’individuazione del direttore tecnico ravviso più anomalie - prosegue il presidente - La prima insita nella procedura di selezione, per la quale avevo evidenziato la necessità di effettuare procedura aperta all’esterno” e “la seconda nei requisiti posti nel bando di selezione pubblicato, per il quale la partecipazione era di fatto concessa ad un unico candidato”.

A questo punto Frigato fa presente quello che, secondo le sue parole, sarebbe “una situazione di possibile conflitto di interesse” in quanto “in Ecoambiente: direttore tecnico Eugenio Boschini, Rup Eugenio Boschini, ad Alberto Patergnani. Nella controllata Polaris: presidente del cda Alberto Patergnani (ad oggi non ancora dimesso), direttore generale Eugenio Boschini (ad oggi non ancora dimesso)”. In più, fa presente il presidente: “Boschini riveste il ruolo di assessore del Comune di Castelmassa (Comune socio) con competenze potenzialmente confliggenti con il ruolo ricoperto”.

Infine, il capitolo sul budget: “Malgrado l’assemblea dei soci non abbia ancora approvato il budget 2025 - evidenzia Frigato - è intenzione dell’amministratore delegato e del Rup, come tra l’altro confermato dagli stessi in un recente incontro con il Consiglio di bacino, di non provvedere ad acquisti e investimenti aziendali, necessari per la gestione aziendale ordinaria, compromettendo nel tempo il regolare svolgimento dell’attività”.

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