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“Un rinvio che non ci penalizza”

L'analisi dell'associazione di categoria

“Un rinvio che non ci penalizza”

Soddisfazione di Confagricoltura Rovigo per la proroga al 2027 del quaderno di campagna digitale, nuovo sistema di tracciabilità sulle attività agricole. Lo strumento, con il quale chi utilizza prodotti fitosanitari sulle colture sarà tenuto a registrare i trattamenti con metodi digitali complessi e costosi, avrebbe dovuto entrare in vigore dal 2026, ma dopo le proteste dell’associazione agricola è stato rinviato. Invece il pressing sindacale ha portato alla modifica del regolamento 2023/564 da parte della Commissione Ue, che dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dovrà essere recepito dagli Stati membri.

“Il nuovo sistema di tracciabilità digitale aveva suscitato molta preoccupazione tra gli agricoltori polesani - spiega Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo - in quanto li avrebbe obbligati a raccogliere una mole crescente di informazioni in formato digitale, con aggravio di incombenze e costi. E di conseguenza perdita di redditività. Ricordiamo che le nostre aziende già compilano il registro dei trattamenti fitosanitari, in forma cartacea o tramite software acquistati dai produttori. Il nuovo quaderno digitale richiede ulteriori dati, che già, in alcuni casi, vengono comunicati alla Regione Veneto e Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti, e in altri casi presenti in banche dati come quelle di Inps. Una duplicazione di informazioni che non ha senso”.

Il rinvio di un anno consente alle aziende di tirare il fiato e organizzarsi, in attesa che la Commissione europea presenti un ulteriore pacchetto di semplificazione delle norme in materia di agricoltura e alimentazione.

“In questi anni è aumentata la complessità della burocrazia a carico delle imprese agricole e delle amministrazioni nazionali - rimarca Ballani - Senza contare che i nuovi adempimenti informatici si scontrano spesso con le difficoltà di copertura Internet di molte zone rurali. In questo caso, c’era anche il paradosso Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, non aveva ancora messo a disposizione il registro informatizzato, impedendo di fatto l’inserimento dei dati richiesti. I tempi risultavano impossibili da rispettare per le aziende, costrette contemporaneamente a lavorare per produrre e gestire questa mole importante di lavoro. Senza contare che le penalizzazioni per gli errori o le mancanze erano pesantissime: dalla decurtazione dei premi della Pac, la Politica agricola comunitaria, alle sanzioni amministrative, fino alla denuncia”.

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