Cerca

taglio di po

Addio alla vecchia barriera antisale

Un progetto da 42 milioni di euro per una struttura più efficiente contro intrusioni saline e piene

Addio alla vecchia barriera antisale

Si concludono le complesse operazioni di smontaggio delle paratoie della barriera antisale situata alla foce del fiume Adige, intervento portato avanti dal Consorzio di Bonifica Delta del Po in vista della manutenzione autunnale e primaverile prevista in preparazione della stagione irrigua.

La rimozione delle paratoie non serve soltanto per l’ordinaria manutenzione, ma anche per prevenire possibili danni causati dalle piene invernali, rischi che quest’anno, d’altra parte, non sono mancati nemmeno durante la stagione estiva a causa delle forti piogge e dei materiali trascinati dalle morbide. Le operazioni di smontaggio hanno richiesto l’uso di una gru posizionata su una chiatta e l’intervento di subacquei per verificare lo stato della struttura sul fondale. Durante queste verifiche è stata riscontrata la presenza, all’interno di un telaio, di grossi rami che hanno causato il distacco di alcuni flap. Qualora i rami non vengano rinvenuti nei pressi della barriera, sarà necessario procedere alla ricostruzione dei flap, operazione che verrà eseguita dall’ente consortile insieme alla manutenzione delle barriere sul Po di Tolle e sul Po di Donzella. L’altra faccia della medaglia di un’estate caratterizzata da piogge intense è stata la scarsa risalita del cuneo salino, che ha inciso per breve tempo soltanto sulle derivazioni più a valle della barriera, limitando quindi l’impatto sull’agricoltura e sugli approvvigionamenti idrici locali.

La barriera antisale alle foci dell’Adige è composta da sette paratoie, sei delle quali sono rimovibili e possono essere manutentate a terra. Ciascun modulo misura 13,2 metri di lunghezza ed è costituito da file di flap di 80 centimetri, che si alzano quando l’acqua scorre verso la foce, permettendo il deflusso naturale a mare, e rimangono chiusi quando la marea spinge l’acqua salata verso monte.Progettata negli anni ’80 e realizzata nei primi anni ’90, la barriera era stata dimensionata per gestire portate non inferiori agli 80 metri cubi al secondo misurati a Boara Pisani. Tuttavia, i cambiamenti climatici, il minor apporto dei ghiacciai, i periodi siccitosi più lunghi e l’aumento degli utilizzi di acqua a monte hanno progressivamente reso l’infrastruttura meno adeguata alle esigenze attuali. Per questo motivo, è previsto il pensionamento dell’attuale barriera e la costruzione di una nuova struttura, più efficiente e funzionale anche con portate inferiori del fiume. Il progetto della nuova barriera, già finanziato dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti con un importo di 42 milioni di euro, prevede la realizzazione vicino all’attuale struttura. Le procedure di appalto dei lavori sono programmate per il 2026, al termine delle quali prenderà il via il cantiere, segnando l’inizio del conto alla rovescia per la sostituzione definitiva della barriera storica che per decenni ha protetto l’entroterra dal rischio di intrusioni saline e dalle piene del fiume Adige.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400