VOCE
badia polesine
18.10.2025 - 17:00
L’amministrazione prova ad intercettare nuovi finanziamenti per rendere maggiormente fruibile l’accesso all’abbazia della Vangadizza ed agli spazi nei suoi pressi. Il Comune ha recentemente deciso di provare la strada offerta dal bando Fondo sviluppo e coesione (Fsc) 2021-2027, mirato al finanziamento di interventi di valorizzazione e recupero di beni immobili di pregio o a destinazione culturale, per avanzare la richiesta di contributo per un intervento di “Rivitalizzazione degli ambiti esterni del monastero e abbattimento delle barriere architettoniche - Giardino della chiesa nuovo percorso pavimentato di collegamento tra piazza della Vangadizza, la cappella della Madonna e il chiostro”.
Attraverso la realizzazione di quest’opera, l’amministrazione comunale punta a migliorare la percorribilità del tratto che divide il chiostro alla cappella della Vangadizza, dove si estende un’area verde nel luogo in cui una volta sorgeva la chiesa. Attualmente, inoltre, la via d’accesso alla cappella da piazza Vangadizza abbisognerebbe di un intervento di manutenzione. “L’idea è creare un collegamento tra il chiostro e questo giardino per fare in modo che la cappella sia facilmente raggiungibile anche dall'interno del monumento, e in particolare dal chiostro - illustra l’assessore ai Lavori pubblici Cristian Brenzan - L’obiettivo di fondo è rendere maggiormente visitabile la nostra abbazia, dando la possibilità di apprezzare al meglio anche questo giardino - altrimenti raggiungibile da altri punti come il parco della ghiacciaia - dove un tempo si trovava la chiesa. Questa iniziativa, se andasse a buon fine, permetterebbe di raggiungere senza difficoltà la cappella, che si può vedere da piazza Vangadizza”.
Per prepararsi alla candidatura dell’iniziativa, gli uffici di piazza Vittorio Emanuele II hanno incaricato l’architetto Davide Zagato per la redazione del progetto, come si apprende da una determina del settore Lavori pubblici. “L’intenzione è quella di continuare a valorizzare la Vangadizza - conclude Brenzan - Al di là dei possibili canali di finanziamenti che potremmo intercettare, si tratta innanzitutto di realizzare un progetto per questo obiettivo. Di per sé si tratterebbe di un piccolo intervento da portare avanti, sempre d’intesa con la Soprintendenza”.
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