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“E’ manovalanza per lo spaccio”

“Troppo spesso gli stranieri faticano ad integrarsi e finiscono nelle file della malavita”

“E’ manovalanza per lo spaccio”

L'ennesimo fatto di sangue avvenuto in città, secondo il sindaco Valeria Cittadin, “ha un nome e un cognome ed è il centro di accoglienza straordinaria che è stato collocato in centro città, nell'ex convento dei cappuccini”. La prima cittadina non fa giri di parole e, in modo decisamente schietto, illustra quelle che, a suo avviso, sono le cause dell'accoltellamento verificatosi anche questa volta in pieno centro, lungo Corso del Popolo, nella notte tra venerdì e sabato scorso. Cause per le quali Cittadin punta il dito contro il Cas allestito all'ex convento di via dei Cappuccini che da una novantina di richiedenti asilo è stato dimezzato a poco più di 40 da quando è scattata la zona rossa lo scorso 1 agosto. Ma il centro era e resta attivo come luogo che ospita uomini stranieri che hanno avviato la procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato e sono in attesa che tale procedura venga conclusa.

Nell'ex convento “non andavano accolti gli immigrati - chiarisce il sindaco - prima di tutto per un motivo culturale, dato che è luogo simbolo della città anche dal punto di vista religioso”, e benché l'accoglienza faccia parte della carità cristiana “però purtroppo queste presenze sono oggettivamente e scientificamente elemento di grandissimo degrado - aggiunge - e se qualcuno riesce a smentirmi lo faccia, sono pronta a confrontarmi”.

Il sindaco non si ferma qui e, sul punto, aggiunge numerose argomentazioni: “Questa è una soluzione di accoglienza che noi fin da subito, come amministrazione, abbiamo osteggiato. E' chiaro che non dipende da noi fare queste scelte ed è chiaro che questi immigrati devono pur essere redistribuiti sul territorio nazionale però l'ex convento era il luogo meno adatto per il simbolo culturale e religioso che rappresenta. In secondo luogo, non può essere che nel centro di una città vengano accolti così tanti immigrati che - prosegue - magari venissero per avere l'opportunità di lavorare. Ma questo non per colpa loro. Però l'essere sulle nostre strade e nelle nostre piazze nullafacenti, a bivaccare, dalla mattina alla sera li espone purtroppo ad essere manovalanza per la malavita e lo spaccio di droga. Sto dicendo cose che tutti sappiamo. Magari qualcuno non le vuole dire, io invece le dico. Non è colpa loro ma non sono qui per attivarsi ad avere delle opportunità. Continuiamo a dire che c'è bisogno di lavoratori, io non li vedo lavorare, li vedo purtroppo per loro bivaccare in città con delle regole di convivenza che non sono le nostre. E questo è altrettanto oggettivo”.

Cittadin non usa mezzi termini anche sulle politiche di integrazione che potrebbero contenere l'eventuale disagio: “L'attivazione di politiche di integrazione è legata alla volontà delle persone. In altre parole, bisogna volersi integrare – conclude il sindaco - se non ci si vuole integrare, succede quello che è successo l'altra sera, come pure il 19 luglio (quando un accoltellamento nei giardini di piazza Matteotti è finito con il decesso di Amin Gara ed il ferimento di un altro giovane, ndr) e quello che continua troppe volte a succedere nelle nostre strade”.

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