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La statistica

Meno morti sulle strade polesane

Sono state ben 11 le vittime di incidenti nel 2024, ma il numero è inferiore a quello degli ultimi anni

Meno morti sulle strade polesane

Calano i morti negli incidenti stradali in Polesine. Il numero di morti è ancora troppo alto, perché comunque sono state undici le vite che si sono spezzate nel corso del 2024 sulla rete viaria che attraversa la Provincia di Rovigo. Tuttavia, rispetto alla media degli ultimi anni, c’è una netta flessione, considerando che erano stati 14 nel 2023, già in netto calo rispetto ai 22 del 2022. Erano stati 22 anche del 2021, 14 nel 2020, 16 nel 2019, 20 nel 2018, 21 nel 2017, 19 nel 2016, 18 nel 2015, 18 nel 2014, 13 nel 2013.

In tutto sono stati 536 gli incidenti con lesioni, anche in questo caso con un calo rispetto al 2023, quando erano stati 550, ma più dei 513 del 2022 e in linea con i 537 del 2021.

A livello nazionale, invece, i morti in incidenti stradali nel 2024 sono stati 3.030 (-0,3% rispetto al 2023), i feriti a 233.853 (+4,1%), per un totale di 173.364 incidenti stradali (+4,1%). Rispetto al 2019, le vittime e i feriti sono diminuiti (rispettivamente del -4,5% e -3,1%), mentre gli incidenti stradali mostrano un leggero aumento (+0,7%).

In Veneto, il 2024 ha fatto registrare un sostanziale equilibrio nel numero di incidenti con lesioni a persone rispetto all’anno precedente, 12.861, il +0,7% annuo, mentre sono state 269 le vittime di incidenti stradali, con un -12,9% sul 2023, e 17.217 i feriti, +1,3%. Rispetto al 2019, anno di riferimento individuato per l’obiettivo di dimezzamento delle vittime di incidenti stradali entro il 2030, il numero di incidenti stradali in Veneto registra un -7,2% (+0,7% in Italia), le vittime un -19,9% (-4,5% in Italia) e i feriti un -8,5% (-3,1% in Italia). I piani europei per la sicurezza stradale sono volti anche al raggiungimento delle zero vittime della strada entro il 2050 (“Vision Zero”).

In Polesine la flessione dei decessi stradali rispetto all’anno precedente è ben più alta della già positiva media regionale, facendo registrare un -21,43%. Una buona notizia, quindi, che non lenisce però il dolore per le tragedie che si sono comunque verificate e che hanno visto vite spezzarsi in un tragico istante. E ben quattro sono i decessi che hanno avuto come teatro il Comune di Occhiobello, che guida la classifica della mortalità assorbendo oltre un terzo dei lutti stradali polesani del 2024, ma è anche secondo a livello provinciale per numero di incidenti con feriti, ben 45, con 54 persone che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. Il capoluogo Rovigo, invece, l’anno scorso non ha dovuto piangere nemmeno una vittima, nonostante il numero di incidenti con lesioni registrati sul territorio comunale sia stato pari a 166 con 247 feriti. Due, invece, gli incidenti mortali, con altrettante vittime, ad Adria che ha visto in tutto 44 incidenti con effetti lesivi con 67 feriti. Gli altri incidenti mortali lo scorso anno sono stati a Taglio di Po, Ceregnano, Stienta, San Martino di Venezze e Gavello. Proprio Gavello è, per l’appunto, il comune con meno incidenti in assoluto: solo uno. Purtroppo, però, costato una vita.

Per quanto riguarda i comuni con più feriti in incidenti stradali, dopo Rovigo, Adria e Occhiobello, ci sono Porto Viro con 49 feriti in 27 incidenti, Badia Polesine con 34 in 21, Taglio di Po con 32 in 17, Lendinara con 26 in 20, Rosolina con 24 in 16, Fiesso Umbertiano con 19 in 10, Frassinelle Polesine con 16 in 10, Ceregnano con 12 in 7, Porto Tolle con 12 in 8 e Villadose sempre con 12 feriti ma in 9 Incidenti. Il numero minore di feriti, oltre a Gavello, sono stati a Crespino, una sola persona con lesioni in un incidente, così come Pettorazza Grimani, Villanova Marchesana e Bosaro. Già, proprio Bosaro del contestato velox.

Dal punto di vista della dinamica, degli undici incidenti mortali, quattro sono stati scontri fra veicoli, uno un investimento di un pedone, mentre sei sono stati incidenti nei quali il veicolo è uscito di strada o ha impattato autonomamente contro un ostacolo.

Per quanto riguarda le strade di accadimento, c’è il dato regionale. In Veneto: il maggior numero di incidenti si è verificato sulle strade urbane (69,5%), provocando il 45,7% dei decessi e il 65,4% dei feriti; a seguire poco più di un sinistro su quattro (26%) è avvenuto su strade extraurbane (48,7% dei decessi e 28,8% dei feriti) e meno del 5% in autostrada (poco più del 5% di feriti e decessi). Il dato è riportato nell’ultimo bollettino “flash” dell’Ufficio statistico regionale, nel quale si evidenzia che “gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (3,9 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (2,6 decessi ogni 100 incidenti). In quasi un caso su due il sinistro è avvenuto lungo un rettilineo (49,1%), è ascrivibile invece ad un’intersezione segnalata nel 16,7% dei casi, ad un incrocio nel 13,6% dei casi e ad una curva o una rotatoria, rispettivamente, nel 12,3% e 6,4% degli eventi. Le vittime stradali sono state per il 78,1% conducenti, per un ulteriore 10,8% persone trasportate e per il rimanente 11,2% pedoni coinvolti in un sinistro. Le statistiche sugli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani ed anziani) ci dicono che il 15,2% delle vittime appartiene alla fascia d’età fino ai 24 anni e ben il 31,2% appartiene alla categoria degli anziani con almeno 65 anni”.

Sempre secondo le statistiche regionali, il costo sociale dell’incidentalità stradale è stimato per il Veneto, con riferimento all’anno 2023, in circa 1,5 miliardi di euro (306 euro pro capite), una quota di poco inferiore all’1% del Pil veneto dello stesso anno.

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