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tra le bancarelle

Ambulanti, luci e ombre

Giro d'opinioni tra gli operatori della kermesse

Ambulanti, luci e ombre

La fiera d’Ottobre è da sempre un appuntamento atteso, non solo per i visitatori ma anche per gli ambulanti che ogni anno tornano a Rovigo con le loro attività. Un’occasione per capire com’è andata questa edizione dal punto di vista di chi vive la manifestazione dietro il bancone.

Tra i banchi di prodotti tipici c’è quello di Dori che racconta una fiera positiva: “È andata bene, ho il banco di prodotti liguri con focacce genovesi e farinata. C’è stata molta gente, forse anche più dell’anno scorso, e per fortuna non ha piovuto il sabato, così abbiamo recuperato in pieno”.

Dalla Liguria al cuore dell’Umbria: Gianluca, con la sua porchetta e le salsicce umbre, parla di un’edizione soddisfacente. “La gente è stata abbastanza, direi che è andata bene”. Anche Alessandro, con il suo banco dedicato alla liquirizia d’Abruzzo, conferma: “Il pubblico risponde sempre bene, come gli altri anni”.

Non manca chi sottolinea anche le difficoltà del mestiere. Stefano, che propone articoli in sughero, spiega: “La gente c’è stata, ma commercialmente non è stata una grande fiera. Le spese per arrivare sono alte e il guadagno non sempre copre i costi. Purtroppo per noi ambulanti non è un periodo semplice”.

Più positivo il bilancio di Tullio, artigiano del legno che partecipa alla fiera dagli anni Ottanta: “Lavoriamo il legno d’olivo, facciamo taglieri, cestini e orologi. Il pubblico di Rovigo apprezza da sempre i nostri prodotti, e anche quest’anno è andata bene. Se non ci fosse questo riscontro, non tornerei da così tanti anni”.

Accanto alle attività commerciali, la fiera ospita anche progetti solidali. Angela, volontaria della fraternità francescana di Betania, racconta l’impegno del suo stand: “Raccogliamo fondi per un asilo in Brasile che accoglie 103 bambini provenienti dalle favelas. Le suore li lavano, li vestono e li seguono tutto il giorno. I rodigini ci conoscono e rispondono sempre con generosità”.

A chiudere, la voce di Daniele, titolare di un’azienda vitivinicola del territorio: “Per noi è importante esserci, anche per dare visibilità alla realtà locale. C’è stato un buon afflusso di gente. Non possiamo lamentarci: partecipare alla Fiera d’Ottobre è sempre un modo per farci conoscere e mantenere vivo il legame con i nostri clienti”.

E oggi Marti franco, ultimo giorno di fiera.

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