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Emofilia, novità grazie a Pinotti

Il professore, figlio dell’ex sindaco, nel team di ricerca che ha creato una “supermolecola”

Emofilia, novità grazie a Pinotti

Un po’ di Polesine in una ricerca medica che potrebbe cambiare la vita di chi soffre di emofilia. Perché fra i protagonisti dello studio di una “super-molecola ingegnerizzata per conferire maggiore capacità coagulante a chi soffre di emofilia”, c’è il professor Mirko Pinotti del dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie dell’Università di Ferrara, di Ceneselli, figlio di Mario Pinotti già sindaco negli anni ‘90, che vanta un invidiabile curriculum scientifico e didattico.

Il risultato ottenuto dallo studio appena pubblicato su Nature Communication dal gruppo di ricerca internazionale in cui l’Università di Ferrara ha avuto un ruolo chiave, insieme all’Università di Oslo e l’istituto San Raffaele di Milano, interviene sull’emofilia B, in cui uno dei fattori che rendono la coagulazione efficace risulta mancante, in particolare quello che viene chiamato fattore IX. Attualmente, si spiega in una nota dell’Università di ferrara, “uno degli approcci terapeutici più utilizzati è la cosiddetta terapia sostitutiva, ovvero l’infusione di un fattore IX ‘ricombinante’, cioè prodotto in laboratorio. Tuttavia, il limite di questa terapia è purtroppo rappresentato dall’efficacia limitata nel tempo che rende necessarie infusioni ripetute. Ora, grazie all’ingegneria genetica, le ricercatrici e i ricercatori sono intervenuti sulla molecola terapeutica, il fattore IX ‘ricombinante’ appunto, per renderla una super-molecola e migliorarne le caratteristiche”.

Spiega lo stesso professor Pinotti: “I nostri studi in diversi modelli animali che mimano l’emofilia B umana, hanno dimostrato che le nuove molecole a carattere biotecnologico possiedono caratteristiche innovative e migliori dal punto di vista dell’attività biologica e dell’attività rispetto a trattamenti simili. Queste stesse caratteristiche sono di rilevanza estrema nel campo della coagulazione, soprattutto se pensiamo che le molecole generate possono essere sfruttate in modo personalizzato e personalizzabile a seconda delle esigenze”.

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