VOCE
L’INTERVISTA
27.10.2025 - 06:25
Mattia Moretto, candidato alle regionali con FdI
“La Regione può fare tanto per cittadini e amministrazioni, ma serve chi si spenda per il Polesine”
La sua candidatura è stata quella più sudata. Alla fine, Mattia Moretto sarà della partita: il presidente del consiglio comunale di Rovigo, 30 anni, è candidato al consiglio regionale nella lista di Fdi.
Moretto, il bello viene adesso?
“Per prima cosa devo dire grazie ai vertici di Fdi che mi hanno dato la possibilità di candidarmi. L’obiettivo ora è di portare avanti i valori e gli ideali di Fratelli d’Italia. In Regione molto è stato fatto e tanto c’è ancora da fare: sono convinto che se i cittadini ci daranno il loro aiuto Fdi in Regione potrà essere da traino per i prossimi cinque anni e stare dalla parte dell’imprenditoria, del mondo della pesca e del comparto agricolo, così importanti in una provincia come la nostra”.
Perché ha deciso di correre?
“Vorrei portare la provincia di Rovigo nei tavoli che contano davvero, ma anche Rovigo città, che da troppo tempo non esprime un consigliere regionale di maggioranza. Penso che se il governo è importante, per aiutare il Polesine non lo sia meno la Regione, che tesse rapporti quotidiani con sindaci, amministratori e territori. La Regione sa intervenire, anche su materie non di competenza diretta, fungendo da cinghia di trasmissione delle istanze locali. E allora ecco che un consigliere o un assessore regionale che sappia ascoltare il territorio e spendersi per i suoi problemi diventa davvero fondamentale”.
Se eletto, come si muoverà?
“Cercherò di essere costantemente a contatto con sindaci, amministratori e chiaramente con i cittadini. La Regione sa mettere a disposizione dei Comuni importanti risorse, ma serve anche avere un’idea chiara di quali siano gli ambiti su cui intervenire, e questo lo si fa solo con l’ascolto e il rapporto continuativo. Ma uno dei punti fondamentali del mio programma è relativo alla sicurezza”.
In che senso?
“E’ importante riportare i cittadini a sentirsi sicuri, a casa propria e nelle proprie città. Per fare questo è importante dare la possibilità ai Comuni di attingere a fonti di finanziamento mirato, come ad esempio quelle per la videosorveglianza, ma non solo. Sentirsi in pericolo camminando per strada è una cosa che grida allo scandalo, e su questo fronte bisogna lavorare sodo: bisogna dare la possibilità alle forze dell’ordine, ma anche a tutti i cittadini, di poter operare senza paura di ritorsioni da parte di chi delinque, e poi aumentare le gli organici delle forze di polizia e dare una stretta ai permessi di soggiorno”.
Competenze, però, che vanno al di là di quelle regionali…
“Ma il consigliere regionale, come dicevo prima, può fare da cinghia di trasmissione, grazie anche alla filiera garantita da un governo e una Regione a guida Fdi. Voglio comunque occuparmi anche di economia, di sanità e di ambiente”.
In che modo?
“Come amministratore, ma anche come giovane imprenditore, darò la mia totale disponibilità ad ascoltare e portare avanti le istanze delle piccole e medie imprese del nostro territorio, che spesso si sentono abbandonate a loro stesse di fronte a una burocrazia che troppe volte ne ingessa l’azione, disincentivando la voglia di fare impresa. Un aspetto da cambiare”.
E sul fronte della sanità, tanto discusso?
“Bisogna rilanciare l’ospedale di Trecenta, la cui condizione grida vendetta: la nostra è una provincia particolare dal punto di vista geografico, e ha bisogno di tre presidi ospedalieri territoriali per poter dare una risposta buona dal punto di vista della velocità di intervento e dell’urgenza. E poi dobbiamo puntare a un miglioramento generalizzato dei servizi, sia per i pazienti che migliorando le condizioni di lavoro dei dipendenti del comparto, troppo spesso lasciati a fornire prestazioni in condizioni di difficoltà estrema. E’ una questione etica, di fronte a cui non c’è alcun discorso sul contenimento dei costi che tenga”.
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