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ECONOMIA

Per vivere servono 50 euro al giorno

Valori in crescita fino al 15% nel giro di quattro anni. E i rincari non sono ancora finiti

Per vivere servono 50 euro al giorno

A un anziano polesano servono 49 euro e 83 centesimi al giorno per poter vivere dignitosamente; cifra che sale praticamente a 79 euro nel caso di una coppia over 65. E se la cifra è, comunque, la più bassa dell’intera regione (nelle altre province non si scende mai sotto quota 51 euro per un sigle e sotto gli 81 per una coppia) resta comunque alta: parliamo di pensioni che dovrebbero sfiorare i 1.500 euro per una persona, e superare i 2.300 per una coppia (almeno 1.180 euro a testa). Valori che si attestano sopra la media. Ed è per questo che lo Spi-Cgil, la sigla dei pensionati del sindacato del quadrato rosso, lancia l’allarme.

Nel dettaglio, secondo lo studio condotto su dati Istat e Inps, in provincia di Rovigo un over 65 che vive solo spende al giorno 49,83 euro, pari a 1.495 euro mensili. Una coppia per vivere ha invece bisogno di 78,90 euro, pari a 2.367 euro complessivi. Va peggio in tutto il resto del Veneto: a Belluno servono 1.530 a un single e 2.430 a una coppia; a Treviso i valori salgono a 1.550 e 2.457; a Vicenza a 1.560 e 2.470; altri 10 euro in più per Verona dove un single ha bisogno di 1.570 euro e una coppia di 2.487; quindi a Padova si arriva a 1.595 euro per un single (53,17 al giorno) e 2.532 per una coppia (84.40 al giorno). Guida la classifica veneta Venezia con 1.630 euro richiesti a una persona sola (54,33 al giorno) e 2.584 a una coppia (86,13): il 9% in più rispetto a quanto costa la vita in Polesine.

E se ancora nel 2021 la media regionale era di 48 euro al giorno per un single e di 72 per una coppia, questi valori in appena quattro anni sono cresciuti rispettivamente del 8% e del 15%. E attenzione perché non è finita: lo studio, infatti, è condotto sulla base dei prezzi medi del 2024, ma - stimando un’inflazione dell’1,8% - in questo 2025 a parità di acquisti un anziano pagherà circa 25 euro in più al mese anche se, con ogni probabilità, in molti ridurranno le spese, proprio per contenere l’impatto dei rincari sulle entrate.

Secondo l’analisi dello Spi-Cgil soltanto 303 euro al mese sono dedicati, da un single, ai prodotti alimentari: una quota che sale a 501 euro per le coppie. Praticamente il 20% del budget previsto. Il resto della spesa, rispettivamente 1.267 euro (media regionale) per un single e 1.988 per una coppia, è costituito da acquisti non alimentari. A fare la parte del leone sono le spese per la casa, eventuale affitto e bollette assorbono il 48% delle risorse di un anziano che vive solo e il 40,4% di una coppia di over 65, attestandosi rispettivamente a quota 756 e a 1.007 euro. Il budget restante è rappresentato da spese per la salute (5,7%), per i trasporti (5%), per cura della persona (4,9%), mobili e articoli per la casa (4,5%). Abbigliamento e calzature rappresentano solo il 2,1% della spesa, l’informazione il 2,27% e i servizi ricreativi, sportivi e culturali il 2,2%.

A conti fatti, il livello di spesa necessario a garantirsi una vita tranquilla, in linea di massima, supera l’assegno previdenziale medio del Veneto, il che significa che più di qualche pensionato è costretto o a indebitarsi oppure a rinunciare o a ridurre alcune spese tipo quelle (purtroppo) sanitarie.

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