VOCE
adria
13.11.2025 - 21:03
ùL’ambiente come fattore primario. Lo scorso mercoledì, la “Casa delle associazioni” di Adria ha ospitato un incontro pubblico molto partecipato organizzato dai circoli Legambiente di Rovigo, Adria, Delta del Po, Rosolina e Loreo. Il titolo della serata è stato “Veneto 2030: la bussola di Legambiente per un Veneto carbon free”, un’occasione di confronto diretto tra i candidati polesani alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre sui temi ambientali ritenuti prioritari per il futuro del territorio.
Ad aprire i lavori Roberta Ferrarese, presidente del Circolo Legambiente Adria - Delta del Po, che ha illustrato la “Bussola”, il documento programmatico dell’associazione: “Si chiama così perché indica un percorso. Le sfide che attendono il Veneto sono grandi e serve camminare insieme, velocemente”. La “Bussola” affronta mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, transizione energetica equa, mobilità sostenibile, economia circolare, tutela della biodiversità, difesa delle aree protette, lotta all’inquinamento e ai crimini ambientali.
A coordinare il confronto è stato Ermes Bolzon, vicepresidente del Circolo, che ha posto ai candidati una serie di domande mirate, oltre a dare modo di esporsi riguardo temi da loro considerati particolarmente rilevanti per il territorio. Ognuno aveva cinque minuti per esporre la propria visione. Andrea Micheletti, candidato per “Le Civiche Venete” ha richiamato l’attenzione sul tema della salute mentale: “L’Ulss adriese dovrebbe avere sette psichiatri, ne ha solo due”, denunciando tempi d’attesa molto lunghi e chiedendo l’introduzione dello psicologo di base. Sul fronte ambientale ha dipinto uno scenario critico: “Se non invertiamo la rotta rischiamo un Veneto sommerso da acqua, fanghi e rifiuti”. Ha sostenuto agrivoltaico e biogas “a chilometro zero”, un no netto alle trivelle e la necessità di segnare un confine tra tutela dell’ambiente e attività ludiche come la caccia: “Cacciare per divertimento è crudeltà”.
Elena Suman del Movimento 5 Stelle, forte di un lungo percorso professionale all’interno dell’Ulss, ha criticato il depotenziamento dell’ospedale di Adria: “Ventisette anni fa era un ospedale degno di questo nome”. Sul fronte ambientale ha evidenziato come il Polesine sia stato spesso trascurato dalla Regione, chiedendo investimenti, valorizzazione del Parco del Delta, più controlli su caccia e pesca e l’uso di pannelli solari nelle aree inutilizzate.
Cristina Veronesi dell’Unione di Centro, operatrice del settore turistico, è nel comitato No Pfas nel Delta del Po. Ha ribadito il “no” dell’Udc al depuratore di fanghi di Loreo: “Il Polesine è un territorio fragile, serve tutela”. Ha chiesto stop al consumo di suolo, rigenerazione degli edifici esistenti, energie alternative ed educazione ambientale nelle scuole. Necessari, secondo Veronesi, più controlli su caccia e pesca.
Dina Merlo candidata di Alleanza Verdi e Sinistra, agronoma, docente ed ex assessore all’ambiente di Rovigo, ha individuato nel Delta del Po il fulcro dello sviluppo futuro: “E’ un ecomuseo a cielo aperto che deve tornare visibile”. Ha puntato su economia circolare, rimboschimenti lungo i grandi fiumi, mobilità ferroviaria da elettrificare, agricoltura con filiere di trasformazione locali e un no fermo a fanghi tossici e trivellazioni: “Il Polesine non deve diventare la discarica del Veneto”.
Nicola Zanca del Partito Democratico, sindaco di Gaiba ed ex ricercatore Cnr, ha criticato il modello sanitario regionale: “Veneto e Lombardia sono ultime in Italia per medici di base”. Ha parlato di spopolamento, denatalità, precarietà del lavoro e record negativo nel consumo di suolo. Ha proposto riqualificazione degli immobili, fotovoltaico sui capannoni, stop alle trivellazioni e valorizzazione del distretto ittico colpito dal granchio blu. Necessaria, secondo Zanca, anche l’elettrificazione delle linee ferroviarie e una strategia unitaria su caccia e pesca.
Giuseppe Padoan di Resistere Veneto ha espresso una forte critica verso la gestione regionale: “Negli uffici vige il ‘terrore Zaia’”. Ha ribadito l’opposizione all’inceneritore di Loreo, la necessità di una legge “zero Pfas” e la richiesta di rappresentanti regionali che “battano i pugni”. Ha denunciato speculazioni legate al biogas e chiesto una battaglia culturale sull’ambiente e maggior controllo sulla caccia. Non hanno partecipato alla serata i candidati o rappresentanti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. A concludere la serata l’intervento del presidente regionale di Legambiente, Luigi Lazzaro: “La crisi climatica non aspetta, la scienza è chiara. Oggi respiriamo aria migliore rispetto al passato, ma i progressi sono troppo lenti, serve accelerare la decarbonizzazione”. Lazzaro ha sottolineato che la “Bussola” di Legambiente è “una visione, non una protesta, rivolta all’intero Consiglio regionale, non alla sola giunta: “Il nostro obiettivo è decarbonizzare il Veneto per evitare lo scenario di un territorio sommerso e in difficoltà”.
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