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ricordo dell'alluvione

Giornata di silenzio e riflessione

Una lezione per i giovani: il rischio idrogeologico è ancora attuale. Mostra aperta per un mese

Giornata di silenzio e riflessione

Il Polesine si è fermato per rendere omaggio alle vittime dell’alluvione e ricordare la dolorosa ferita del 1951.

Ieri mattina a Occhiobello sono andate in scena le iniziative volte da una parte a sollecitare la memoria, e dall’altra a trasmettere conoscenza e senso di responsabilità nei confronti di possibili eventi altrettanto disastrosi.

Ecco allora che la mattinata a Occhiobello ha potuto avvalersi della testimonianza di Luciano Rovatti, all’epoca della rotta di Malcantone appena 12enne, che, ancora pieno di emozione, ha ricordato quei momenti: il rombo, il boato del fiume che ha rotto il silenzio in quella sera di nebbia di 74 anni fa. Il rumore, sinistro, indicava che qualcosa di grave era successo e che bisognava mettersi al riparo. Purtroppo non tutti riuscirono a salvarsi, a Occhiobello sono state ricordate le vittime, in tutto il Polesine un centinaio, 84 riconducibili all’episodio tristemente noto del “camion della morte”.

I numeri, oltre alle testimonianze, raccontano la devastazione lasciata dall’alluvione. Un centinaio di morti, quasi 200mila persone lasciarono le proprie abitazioni, seimila i bovini persi, incalcolabile il numero degli altri animali d’allevamento e, ultimo dato significativo, nei dieci anni successivo almeno 80mila persone lasciarono definitivamente il Polesine. Le conseguenze si sentirono per anni e anche per questa ragione i fiori posati ieri sull’epigrafe marmorea che ricorda l’intervento solidale dei barcaioli di San Benedetto Po, accorsi immediatamente a soccorrere a aiutare la popolazione polesana, oggi il Comune di San Benedetto Po è gemellato con Occhiobello, assumono ulteriore senso, tra il ricordo di quei giorni e un futuro ancora da costruire.

A questo scopo, la giornata di ieri a Occhiobello è stata anche di formazione e informazione per le cittadine e i cittadini più giovani. All’interno dell’auditorium di Santa Maria Maddalena, le quinte del Comprensivo hanno partecipato all’incontro con il gruppo di Protezione civile di Occhiobello Stienta, un momento dedicato alla promozione della consapevolezza, alla prevenzione e alla conoscenza.

I volontari hanno parlato di rischio idrogeologico, del cambiamento dei fenomeni meteorologici e della responsabilità che i cittadini hanno nella cura del territorio in chiave di prevenzione. L’intervento dei volontari nelle situazioni di emergenza è segno di un’instancabile volontà di mettersi sempre a disposizione degli altri, a completare le iniziative, in biblioteca, è stata allestita una mostra fotografica di venti immagini d’epoca, fornite da Franco Rinaldi, in bianco e nero che fissano volti e paesaggi di quel novembre 1951. La mostra sarà visitabile negli orari di apertura della biblioteca per un mese.

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