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taglio di po

Un “grazie” con un po’ di amaro

Massiccia partecipazione alla tradizionale Giornata, col pensiero alle difficoltà del settore

La parrocchia di San Francesco d’Assisi di Taglio di Po ha ospitato la tradizionale Giornata del Ringraziamento, appuntamento promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana e molto sentito nelle comunità rurali.

L’organizzazione, curata da Coldiretti con la partecipazione di Confagricoltura e della parrocchia, ha riunito attorno al sagrato un suggestivo schieramento di macchine agricole e mezzi di lavoro, simbolo concreto dell’impegno quotidiano degli agricoltori del territorio.

A rendere ancora più viva l’atmosfera, la presenza di numerosi bambini con i loro modellini di trattori, un gesto semplice ma significativo del legame profondo tra le nuove generazioni e il mondo agricolo, colonna portante dell’identità tagliolese.

Durante la Santa Messa, accompagnata dall’offerta dei prodotti della terra, il parroco don Damiano Vianello, insieme a don Stefano Donà, ha auspicato che la ricorrenza sia “espressione di fede riconoscente, non soltanto rispetto di una tradizione, ma un momento condiviso dall’intera comunità cristiana di Taglio di Po”. Al termine, la benedizione dei mezzi e delle persone che ogni giorno operano nei campi, nelle aziende e negli uffici ha idealmente abbracciato tutto il tessuto sociale del paese.

L’incontro è stato anche occasione per una riflessione sul settore agricolo grazie all’intervento di Marco Uccellatori di Confagricoltura, attivo con la sua azienda tra Taglio di Po, Porto Tolle e Ariano. Uccellatori ha parlato senza giri di parole delle difficoltà del comparto: “La più grande oggi sono i prezzi: grano, soia, mais hanno valori molto bassi. A questo si aggiunge il clima, sempre più imprevedibile, con periodi di piogge intense alternati a mesi di siccità”.

Un problema che affonda le radici nei meccanismi dei mercati globali: “I prezzi ormai si decidono a livello mondiale. Se Canada e Stati Uniti producono molto, il valore del grano scende ovunque. Una dinamica che, secondo Uccellatori, penalizza territori come il Polesine, “il più grande produttore di grano del Veneto, ma spesso dimenticato”. E conclude con amarezza: “A Venezia forse non sempre se ne rendono conto. Siamo una provincia poco considerata”.

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