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Si discute sui fondi di Adriatic Lng

In fase di approvazione di una variazione di bilancio polemiche sul mancato coinvolgimento

Si discute sui fondi di Adriatic Lng

Nel giorno dell’esordio in consiglio provinciale di Ivo Baccaglini di FdI, consigliere comunale a Badia Polesine e primo dei non eletti della lista Centro destra unito, con l’approvazione all’unanimità della surroga del consigliere Fabio Benetti, il clima di concordia e condivisione che da sempre contraddistingue le sedute lunedì ha conosciuto una battuta d’arresto. Il nodo, sulla variazione al bilancio di previsione 2025/2027, è stata la somma di 500mila euro derivante dai fondi di Adriatic Lng per l’attività del rigassificatore. Soldi che la Provincia ha iscritto a bilancio come maggiore entrata dilazionati nei prossimi 6 anni a cominciare da 65mila euro per il 2025. A sollevare perplessità per la “totale assenza di condivisione”, il consigliere di opposizione Luisa Beltrame, sindaco di Ariano nel Polesine.

Dopo la presentazione della variazione da parte della dirigente dell’area servizi finanziari Caterina Bazzan, all'interno della quale figurano 100mila euro per la funzione della difesa del suolo dalla Regione, 12.500 euro sempre dalla Regione per promuovere le attività delle comunità energetiche rinnovabili, 400mila euro di maggiori entrate dalla Rc auto e 110mila dall’incremento del tributo ambientale, ma anche minori entrate come -84mila euro per la revisione del contratto sui diritti esclusivi di pesca, il nodo dei fondi di Alng. “Derivano - ha spiegato il presidente della Provincia Enrico Ferrarese - dall’accordo nato dal tavolo coordinato dalla Regione con Alng. Un milione è gestito da Veneto agricoltura e destinato al comparto della pesca, l’altro milione è diviso in parti uguali tra ente Parco e Provincia. Con il presidente dell’ente Parco (il sindaco di Loreo Moreno Gasparini, ndr) ci siano incontrati e abbiamo stabilito di tenere insieme il milione per non disperderlo. In più ci siamo trovati anche d’accordo per cercare di coinvolgere altri soggetti del territorio che hanno un peso e risorse per integrarlo. Dunque il tavolo potrebbe allargarsi per dare corso ad un progetto con un focus sulle vie d’acqua che coinvolga più comuni”.

A questo punto Beltrame ha manifestato le proprie critiche sulla mancanza di condivisione: “Io rappresento un Comune del Delta e ho avuto condivisione pari a zero per partecipare al tavolo”. Critiche alle quali ha replicato il consigliere Roberto Pizzoli, sindaco di Porto Tolle e vicepresidente del Parco: “Ad oggi non c’è nulla tranne il fatto di aver sentito i vari attori e aver capito che i soldi del 2025 possono essere usati nel 2026. E’ chiaro che si farà un’assemblea dei sindaci per decidere i criteri con cui utilizzarli. Derivano da una richiesta del mondo della pesca, quindi i progetti vanno pensati in funzione della loro origine ma non sono dovuti per legge”. Supportata dal consigliere Roberto Tovo che, a sua volta, si è detto “in disaccordo totale sul punto politico: non è vero che Alng non deve nulla al territorio. Perché a livello nazionale siamo nel dovere di prendere in considerazione un aumento della capacità produttiva del terminal? Perché siamo l’unico territorio che se lo può permettere”, Beltrame ha chiosato: “Mi spiace sentire che il contributo di una società che sta guadagnando sul nostro territorio debba essere messo sul piano dell’obbligo normativo. E’ una questione di dignità, visto che c’è indubbiamente uno sfruttamento del territorio. Se la società tira fuori due milioni di euro è perché li ha. Se il tema è la pesca, ne prendo atto per questo approvo la variazione ma cerchiamo di valorizzare anche il nostro rispetto per il territorio”. Su tutti ha chiuso il consigliere di maggioranza e sindaco di Badia Giovanni Rossi che ha definito la variazione “un segnale politico chiaro: programmazione e non più improvvisazione”, per poi chiarire: “Non possiamo essere ospiti a casa nostra. Dobbiamo fare valere la nostra combattività quando si tratta dei nostri diritti. E’ vero che è stata la pesca a volere l’indennizzo ma vanno coinvolti tutti perché solo così possiamo essere solidali e forti”.

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