VOCE
porto viro
19.11.2025 - 10:01
Da mesi il Comitato “No Pfas nel Delta del Po” è in prima linea contro il progetto dell’impianto per il trattamento dei fanghi previsto a Loreo. Nel corso dell’ultimo anno i volontari hanno analizzato documenti tecnici, partecipato a incontri pubblici e coinvolto cittadini e amministrazioni per fare chiarezza sui rischi legati all’insediamento. Lunedì sera, la sala Eracle era gremita per l’incontro pubblico organizzato proprio dal Comitato, alla presenza di numerosi candidati della provincia di Rovigo alle regionali del Veneto.
A condurre la serata è stato Nicola Brugiolo, mentre l’apertura è stata affidata al presidente del Comitato, Riccardo Bergamin, che ha ringraziato il Comune per il supporto e ha ricordato il metodo di lavoro: “Da un anno analizziamo questo progetto con impegno volontario. Tutto ciò che riportiamo arriva da documenti tecnici ufficiali. Il nostro obiettivo è semplice: informare”. Il sindaco di Porto Viro, Mario Mantovan, ha portato i saluti dell’amministrazione, quasi al completo in platea: “Essere informati è fondamentale: invito tutti ad andare a votare”.
Il primo intervento è stato quello di Isi Coppola, che ha ricordato la bocciatura, nel giugno 2025, del progetto “Enirewind” di Marghera: “La Commissione Via lo ha respinto in dieci minuti, anche grazie al parere negativo dell’istituto superiore di sanità”. Coppola ha evidenziato che a Loreo “verrebbero trattati non solo fanghi civili, ma anche fanghi industriali, con rischi maggiori”. Poi ha richiamato la recente sentenza sul caso Miteni: “E’ una decisione storica, per la prima volta viene riconosciuta la responsabilità penale e la volontarietà dell’inquinamento da Pfas”. Ha quindi ripercorso il lavoro svolto dal gruppo tecnico-scientifico coordinato dall’avvocato Marco Casellato, definendolo “un esempio di cittadinanza attiva che ha costretto le istituzioni a confrontarsi con le criticità del progetto”.
L’architetto Genny Augusti ha spiegato il funzionamento del Paur e l’iter iniziato nel 2023: “Abbiamo presentato osservazioni puntuali, ma alcuni Comuni - tra cui Taglio di Po, Porto Tolle e lo stesso Loreo - non hanno trasmesso alcun documento. E’ un’assenza difficile da comprendere”. A chiudere gli interventi, Guido Mischiatti, che ha presentato un quadro diretto dei rischi: “Parliamo di un impianto che dovrebbe trattare 60mila tonnellate di fanghi all’anno, provenienti sia dal civile sia dall’industriale. Ma non solo, ci sarebbero anche toner esausti, residui di vernici e pitture contenenti solventi e altre sostanze pericolose”. Un carico, ha sottolineato, “non compatibile con la fragilità del Delta”.
Mischiatti ha ricordato inoltre che la società proponente, Green Sludge Solution, è la stessa che gestisce un impianto analogo a Saint-Étienne, “che ha registrato diversi malfunzionamenti, e da cui verrebbe perfino controllato da remoto quello di Loreo. E’ legittimo domandarsi che garanzie reali avremmo”. Ha poi tracciato un quadro delle posizioni politiche: “A livello regionale sono arrivate mozioni e risoluzioni contrarie da più parti, dalla consigliera Dem Chiara Luisetto, da Erika Baldin del Movimento 5 Stelle, e dalle consigliere della Lega Laura Cestari e Simona Bisaglia”. Sul piano amministrativo, osservazioni critiche sono arrivate dai Comuni di Porto Viro, Rosolina, Cavarzere, Adria e Corbola, oltre che dalla minoranza di Taglio di Po. A ciascun candidato è stato dato un minuto per esprimere la propria posizione. Tutti i presenti si sono dichiarati contrari all’insediamento dell’impianto a Loreo. Tra le presenze del centrodestra, la consigliera uscente Laura Cestari ha ricordato “di essere sempre stata presente su un tema che riguarda tutti”. L’assessore regionale Cristiano Corazzari, assente alla serata, ha inviato una lettera al Comitato in cui assicura che la Regione “segue con attenzione l’iter autorizzativo” e che “ogni decisione dovrà tenere conto dei pareri degli enti coinvolti”.
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