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Via Badaloni verso il restauro

Intanto palazzo Nodari cerca le risorse per l’intervento: servirà almeno mezzo milione di euro

Via Badaloni verso il restauro

Portici riqualificati e rimessi completamente a nuovo. Nel futuro di via Badaloni, strada del centro storico che si snoda a sud del Corso del Popolo fino a collegarsi con via dei Cappuccini, c’è la sistemazione radicale della camminata e del porticato sul quale si affacciano numerose attività commerciali e vari locali della città. Il campo è ancora quello delle ipotesi ma l’obiettivo dell’amministrazione comunale è chiaro: “Il Comune di Rovigo intende procedere alla riqualificazione dei portici di via Badaloni”. Ad affermarlo a chiare lettere è un documento tecnico di palazzo Nodari con il quale viene affidato in house alla società partecipata As2 il servizio tecnico di redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. In altre parole, il primo stadio della progettazione viene realizzato dall’azienda di servizi strumentali, mettendo a segno di fatto il primo tassello del percorso verso la realizzazione dell’opera. Percorso che, però, è bene chiarirlo, è ancora lungo. Anche perché palazzo Nodari finanzia con 17mila euro la realizzazione del progetto di fattibilità tecnico-economica ma poi dovrà reperire e stanziare le risorse per finanziare i lavori e, vista l’entità dell’opera, la somma in ballo si attesta intorno al mezzo milione di euro, forse più che meno.

Sì, perché la progettazione richiesta ad As2 riguarda “il rifacimento totale dei portici, dai sottoservizi all’illuminazione passando per la pavimentazione”, come spiega l’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Rizzato. Dunque un’opera imponente, che riguarda un percorso coperto di oltre 120 metri, peraltro attesa da anni dai commercianti e dalle attività che più volte hanno lamentato lo stato di degrado in cui versa la zona. “Intanto ci portiamo avanti con la progettazione – puntualizza Rizzato – mentre le risorse le stiamo cercando”. Vale la pena ricordare che nel recente passato, anche l’amministrazione Gaffeo aveva ipotizzato la stessa opera di restauro facendola rientrare in un progetto più ampio di riqualificazione di tutta la zona Duomo, piazza compresa. Le risorse per i lavori sull’intera area erano legate a due Piruea, i vecchi Programmi integrati di riqualificazione urbanistica edilizia e ambientale in voga nei primi anni Duemila basati su accordi pubblico-privati. Secondo i piani della precedente amministrazione, la monetizzazione del Piruea “Angelo Custode” avrebbe fornito le risorse per la riqualificazione dei portici di via Badaloni mentre dalla risoluzione del Piruea “Via Martiri di Belfiore” sarebbero arrivati i fondi per la riqualificazione di piazza Duomo, inserita come “opera speciale” nel programma per la realizzazione di immobili residenziali a Città Giardino. Quest’ultimo procedimento, però, è bloccato, come conferma l’assessore all’urbanistica Andrea Bimbatti, dal fallimento nel 2021 dell’agenzia assicurativa titolare della polizza fidejussoria da 500mila euro che era stata siglata a garanzia delle opere speciali dal quale è scaturito un ricorso al Tar Veneto contro la ditta titolare del Piruea. La sentenza del Tar, nel dicembre 2024, ha dato ragione al Comune e ha disposto il sequestro conservativo dei beni della ditta per un valore di circa 820mila euro complessivi, tenendo conto degli interessi e dell’aggiornamento. Il Comune, per dare attuazione alla sentenza, aveva successivamente disposto che il sequestro preventivo fosse trasformato in pignoramento esecutivo. La ditta immobiliare è infatti proprietaria di una villa lungo il Brenta: il Comune ha disposto che la villa venga messa all’asta per il recupero della somma che sarà vincolata all’area dell’opera speciale. Da allora palazzo Nodari è inattesa di recuperare il proprio credito.

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