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GALLERIA POLESINE

Campion apre le porte di Villa Basi Rathgeb

“Qui gli stessi maestri dei nostri Concordi”

Campion apre le porte di Villa Basi Rathgeb

Il conservatore Raffaele Campon

Si è concluso sabato ciclo di incontri “Galleria Polesine”, promosso dagli Amici dei musei di Rovigo e del Polesine e dall’Accademia dei Concordi, con un appuntamento dedicato al museo civico Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme. A introdurre la mattinata, nella sala degli Stucchi di palazzo Cezza, è stata la presidente dell’associazione, Chiara Tosini, storica dell’arte, che ha presentato il relatore: Raffaele Campion, polesano di San Bellino, conservatore del museo, laureato a Ca’ Foscari e specializzato a Padova, studioso della pittura ferrarese e veneta dal Quattro all’Ottocento.

Campion ha ripercorso la storia del museo, nato dalla donazione della ricchissima raccolta d’arte di Roberto Bassi Rathgeb, ereditata in parte dal padre Giuseppe e, prima ancora, dal nonno adottivo Alberto Rathgeb, commerciante svizzero attivo a Bergamo dal 1882. Proprio Alberto aveva dato vita a una collezione ampia e articolata, capace di spaziare da dipinti attribuiti a Raffaello, Tiziano e Rubens, fino a sculture, armi, reperti archeologici e naturalistici. A Roberto, fisico e appassionato collezionista, si deve invece l’ampliamento della raccolta con opere rinascimentali lombarde e di maestri del Sette e Ottocento. Alla sua morte, nel 1972, la moglie Isabella Hübsch donò l’intera collezione al Comune di Abano Terme.

Nel presentare il percorso culturale dell’incontro, Campion ha spiegato come il museo dialoghi direttamente con le raccolte rodigine: “La collezione di Abano permette di ritrovare gli stessi maestri presenti all’Accademia dei Concordi e al Seminario vescovile: da Previtali, protagonista del Rinascimento bergamasco, fino ad Alessandro Longhi, ben rappresentato anche nelle sale dell’Accademia”.

Durante l’appuntamento è stata inoltre presentata la mostra inaugurata lo stesso giorno, “Leonor Fini e la collezione grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento”, con circa 80 opere tra disegni e stampe.

La prima sezione, allestita nell’ipogeo, riunisce lavori della collezione permanente: dallo Studio per il piccolo Cupido dormiente attribuito a Bernardino Campi, ai Cinque levrieri di Giandomenico Tiepolo, dai capricci “macabri” di Paolo Vincenzo Bonomini ai progetti architettonici di Giacomo Quarenghi. La seconda parte, ospitata nelle sale affrescate del piano nobile, è dedicata ad opere grafiche di Leonor Fini, artista vicina al Surrealismo ma indipendente per stile e riferimenti, dal Manierismo ai fiamminghi, fino al Romanticismo tedesco.

A chiudere l’incontro è stato Pier Luigi Bagatin, presidente dell’Accademia dei Concordi, annunciando che il prossimo ciclo di “Galleria Polesine” tornerà tra marzo e aprile.

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