VOCE
Donne e lavoro
23.11.2025 - 08:00
Il primo semestre del 2025 non è stato un periodo felice per le assunzioni al femminile. Né lo è stato l’ultimo quinquennio per le imprese guidate da donne. A dirlo è Cna Padova e Rovigo, che in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne propone una lettura dei principali fenomeni legati all’occupazione e all’imprenditoria femminile.
Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo sulla base dei numeri pubblicati da Veneto Lavoro e Istat, la dinamica del mercato del lavoro femminile nel primo semestre 2025 presenta un saldo positivo a livello provinciale, con un tasso di sviluppo del 14,8 per mille. Le assunzioni femminili raggiungono quota 8.085, a fronte di 7.050 cessazioni. Tuttavia, la crescita non è omogenea nei diversi territori: Adria registra un tasso molto elevato (51,1 per mille), frutto di un forte surplus di assunzioni, mentre Badia Polesine ha il segno negativo (-2,7), sintomo di un indebolimento dell’occupazione femminile locale e Rovigo città mostra invece un sostanziale equilibrio (+0,9).
Tuttavia, il confronto con il 2024 segnala una diminuzione delle assunzioni femminili pari al -7,1%, comunque meno rispetto al calo registrato dagli uomini (-10,4%). Anche le cessazioni femminili si riducono lievemente (-1,1%), mentre quelle maschili calano in misura assai più marcata (-9,6%). E il quadro contrattuale evidenzia una predominanza del tempo determinato, che rappresenta il 76,3% delle assunzioni femminili, mentre il tempo indeterminato si ferma al 12,1%. Valori che confermano una forte precarizzazione dell’occupazione femminile, accentuata anche dal calo dei contratti stabili (-14,0%) e dell’apprendistato (-16,7%).
Analizzando la distribuzione settoriale delle assunzioni, emerge una forte concentrazione nei servizi alla persona (31%), nel commercio-tempo libero (22,8%) e nel manifatturiero (13%). I comparti con una crescita sul 2024 sono pochi: tessile-abbigliamento (+12,7%), metalmeccanico (+17,6%) e commercio-tempo libero (+4,2%). Al contrario, calano servizi alla persona (-16,9%), altri servizi (-23,1%) e terziario avanzato (-16%).
Dal punto di vista imprenditoriale, nel 2024 si contano 5.238 imprese femminili, pari al 37,8% delle imprese totali, valore superiore a quello di molte altre province venete. Tuttavia, il confronto con il 2019 evidenzia un calo del -10,1%, indicativo di un ridimensionamento significativo della presenza femminile nel tessuto produttivo locale. Da sottolineare, in ogni caso, che a livello generale le imprese attive nello stesso periodo sono diminuite del -8%. Le perdite maggiori si registrano nei settori tradizionali, come agricoltura (-16,8%), manifatturiero (-19,2%) e commercio (-12,6%). In forte calo anche i servizi di alloggio e ristorazione (-10%). Accanto a questi segnali negativi, emergono però alcuni ambiti in crescita: le attività professionali, scientifiche e tecniche segnano un significativo +22%, mentre si osservano incrementi anche nelle attività finanziarie e assicurative (+4,7%), nelle attività immobiliari (+5,7%) e nel trasporto e magazzinaggio (+4,2%). Complessivamente, il quadro mostra un’imprenditoria femminile in trasformazione, con tenuta nei servizi più specialistici e contrazione nei settori a più forte tradizione locale.
Simonetta Pregnolato, presidente del Comitato Impresa Donna di Cna Padova e Rovigo sottolinea: “Pure nel contesto di una flessione preoccupante del numero delle imprese, l’imprenditoria femminile rodigina cresce molto nei settori a maggiore preparazione culturale e professionale. Ma per dare corpo a questa evoluzione ci vuole supporto sia da parte delle istituzioni pubbliche che da parte delle associazioni di categoria. Cna è in prima linea nella tutela ma anche nella formazione e nell’accompagnamento delle imprenditrici”.
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