VOCE
la buona sanità
27.11.2025 - 21:30
Primi a livello nazionale per l’assistenza domiciliare, 19,94 pazienti seguiti ogni 100mila abitanti. E secondi, sempre fra tutte le realtà sanitarie d’Italia, per la copertura dello screening del colon dei pazienti della fascia a rischio, il 58,7%, secondo solo al 58,9% di Aosta, nonché, e questo è davvero rilevante per “percentuale di interventi di colecistectomia, protesi anca/ginocchio/spalla effettuati nel rispetto dei tempi di attesa e priorità attribuita”, con il 98.4%, battuto solo dal 99,14% di Crotone.
Sono questi indubbiamente i risultati più brillanti dell’Ulss 5 Polesana che emergono dall’ultimo rapporto di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, costola del Ministero della Salute sulle “Performance delle aziende sanitarie territoriali”.
Il rapporto suddivide le aziende sanitarie in base alla dimensione e l’Ulss Polesana ricade in quella più piccola, al di sotto dei 250mila abitanti. E’ in questo ambito che si piazza prima per l’assistenza domiciliare, ma purtroppo anche prima per numero medio di assistiti adulti (scelte) per medico di medicina generale, ben 1.614 per singolo dottore, davanti alla “cugina” Ulss 4 veneto Orientale di San Donà di Piave con 1.611 pazienti per medico e a Nuoro con 1.583. Meglio va all’Ulss 1 Dolomiti di Belluno, quinta con 1.511, mentre la situazione migliore in questa classifica è quella di Crotone, con 1.135 pazienti per medico. Per quanto riguarda i pediatri, con 967 assistiti per medico, la situazione in Polesine è decisamente migliore, e vale la metà della classifica.
Anche la percentuale di prestazioni prenotate sulle prestazioni prescritte non è delle migliori, il 59,54%, che vale il nono posto, mentre Belluno è seconda con 70,12 .
Invece Rovigo è seconda, dietro Belluno e davanti all’Ulss Veneto Orientale, in un podio tutto Veneto che non è da medaglia, nella “percentuale di accessi in pronto soccorso inappropriati di pazienti over 75”, rispettivamente il 25,26%, il 24,89% e il 23,19%. Verrebbe da dire che si tratta anche di una conseguenza della saturazione dei medici di base. Anche perché, dopo Asti e Alba, è l’azienda sanitaria fra quelle di piccole dimensioni che ha sul proprio territorio più posti letto in strutture residenziali, 47,75 ogni mille abitanti over 65. Ed è sesta per numero medio di giornate di degenza per ricoveri in reparti di medicina interna e geriatria, 13,82.
Rovigo ha anche il terzo più basso indice di fuga per ricoveri di media e bassa complessità, il 36,34%, dopo Aosta col 20.78% e Belluno col 27,07%.
Rovigo brilla in particolare per la prevenzione. Oltre allo screening del colon, ottima anche la performance per screening alla mammella sulla popolazione target quarta dopo Asti, Belluno e Biella con il 63,3% e davanti all’Ulss Veneto Orientale. L’Ulss Polesana è invece 17esima con il 35,8% nella copertura dello screening alla cervice sulla popolazione target.
Ottava, a pari merito con altre quattro aziende sanitarie, per minuti che intercorrono tra la chiamata e l'arrivo del mezzo di soccorso: 18. Quarta, poi per tasso di ospedalizzazione per complicazione a breve e lungo termine del diabete, e quarta anche per tasso di ospedalizzazione per scompenso cardiaco, mentre è 14esima per tasso di ospedalizzazione per broncopneumopatia cronico ostruttiva, 16esima per percentuale di re-ricoveri tra 8 e 30 giorni in psichiatria, 6,01%.
Sul fronte economico, se è la quarta pagatrice per tempestività fra le piccole aziende sanitarie, quinta per costo totale dell'assistenza pro-capite 2.593.19 euro, davanti a Belluno con 2.591,40, ma quartultima per costo della prevenzione pro-capite, 85,97 euro, a metà classifica per costo della medicina di base pro-capite, 122,73 euro, e sempre quartultima per costo dell'assistenza farmaceutica convenzionata pro-capite, 120,26 euro.
Di gran lunga ultima, poi, per “consumo di prestazioni di laboratorio per 100 abitanti”, 294,57, meno di Gallura, Medio Campidano, Oristano e Sulcis, con l'Ulss Dolomiti a 1.044,45 e l'Ulss Veneto Orientale a 1.68,53. Ultima anche per Consumo di prestazioni di risonanza magnetica osteoarticolari in pazienti over 65 per 100 abitanti. Bene per la spesa, meno per i pazienti.
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