VOCE
il caso
28.11.2025 - 21:34
Via libera alla variazione di bilancio che contiene, tra le varie voci, anche la destinazione di 600mila euro per garantire la conclusione dei lavori di ristrutturazione del seminterrato e del primo piano dell'ex ospedale Maddalena con, sullo sfondo, l'ipotesi che palazzo Nodari apra un contenzioso nei confronti dello studio che ha realizzato il progetto. E via libera anche alla donazione della proprietà dell'ex chiesa di San Michele, allo schema di accordo tra Comune, Acquevenete e il Consiglio di bacino Polesine per realizzare un bacino di laminazione da 600mila euro contro il rischio allagamenti della Commenda e del centro storico, e alle due mozioni, dell'opposizione, per l'adesione del Comune alla piattaforma unica del registro Cude, il contrassegno unico disabili europeo illustrata dal capogruppo Palmiro Franco Tosini, e al trasporto pubblico gratuito o agevolato per gli studenti universitari riportata in aula, dopo l'accordo con la maggioranza, dal capogruppo Matteo Masin. Sono stati questi i principali punti affrontati dal consiglio comunale di venerdì, con i vari punti passati all'unanimità ad eccezione della variazione di bilancio “salva Maddalena” sulla quale l’opposizione si è astenuta.
La manovra complessiva annunciata dall'assessore al bilancio Giuliana Bregolin, del valore di 1,8 milioni è arrivata praticamente al fotofinish: dopo il 30 novembre, infatti, nessuna variazione di bilancio, per legge, può approdare in consiglio fino a fine anno. La cifra totale tra i vari stanziamenti contiene, oltre ai fondi per l'ex Maddalena, anche 205mila euro destinati a trasferimenti obbligatori all'Ulss 5 per funzioni socio-assistenziali e 120mila euro connessi al finanziamento Pnrr per la realizzazione del nuovo asilo nido integrato Bonifacio-Marchi.
Ma è sul nodo ex Maddalena che più di una voce si è levata, vista la preoccupazione che avvolge il proseguimento della ristrutturazione, a partire da quella dell'assessore alle opere pubbliche Lorenzo Rizzato, chiamato a dare spiegazioni sulle criticità riportate nella relazione dei tecnici e sulle numerose opere non previste che hanno “sballato” i conti del progetto. “E' già stata fatta una rimodulazione del progetto iniziale - ha esordito - che ha comportato lo stralcio delle opere collegate alla viabilità accessoria come la manutenzione stradale. Inizialmente infatti era previsto il rifacimento di otto strade, compresi i marciapiedi, poi abbiamo mantenuto solo l'intervento su viale Europa che si sta concludendo. Sul fabbricato ci sono numerose criticità e 600mila euro probabilmente non basteranno. Anzi, basteranno solo per il completamento del seminterrato e del piano terra. Stiamo valutando con l'avvocatura civica se procedere con un contenzioso verso lo studio di progettazione, dato che si parla di cifre cospicue”. E se secondo Marzia Rizzi, dirigente dei lavori pubblici, “ci sono stati degli errori di valutazione evidenti”, per il consigliere FdI Nello Piscopo il recupero dell'ex ospedale già in passato “era stato messo da parte perché anti-economico – ha evidenziato – e io già allora avevo dichiarato che sarà un pozzo senza fondo. Poi ci si aggancia a errori progettuali e di stime, allora io vi chiedo: quanto ancora dovremo spendere e quante altre variazioni si dovranno fare? Stiamo valutando anche una nuova modifica progettuale?”. Per il consigliere della Civica per Rovigo Roberto Tovo, invece, “il progetto ritengo sia di interesse per la città – ha sottolineato - le risorse del bando periferie erano necessarie per intervenire ma che potessero non essere sufficienti era facile da prevedere”.
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