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LAVORI

Operazione “salva Maddalena”

Le risorse sono necessarie per terminare l’opera di recupero dell’ex ospedale della Commenda

Operazione “salva Maddalena”

L'ennesima revisione del maxi progetto di recupero dell'ex ospedale Maddalena passa dal consiglio comunale di venerdì pomeriggio. In aula approderà infatti una variazione di bilancio che contiene le risorse necessarie, ben 600mila euro, per realizzare alcune delle opere in programma per le quali, a causa dei numerosi interventi non previsti, i soldi inizialmente compresi nell'appalto da oltre 8 milioni di euro sono finiti. Evaporati dietro l'urgenza di varare soluzioni immediate a problemi, criticità e imprevisti riscontrati sul campo in corso d'opera. E sia chiaro: non è che non si potessero prevedere. La relazione tecnica trasmessa a tutti i consiglieri comunali nei giorni scorsi, della quale è stato dato conto ieri su queste colonne, parla senza mezzi termini di “opere non previste in quanto affette da errore di valutazione dello stato di fatto durante la progettazione”. E di questo, probabilmente, qualcuno dovrà rispondere anche se adesso è presto per dirlo e dall'amministrazione nessuno si sbilancia.

In qualsiasi caso, adesso la priorità è terminare l'opera entro il termine previsto. In altre parole, la ditta esecutrice dei lavori, la Costruzioni Iannini srl con sede a L'Aquila deve mettere il turbo per rispettare la scadenza indicata in fase di appalto in 545 giorni a partire dalla data di consegna dei lavori. Consegna dei lavori avvenuta regolarmente il 2 maggio 2024. Dunque l'ex ospedale Maddalena, al di là di tutto, deve essere completamente rimesso a nuovo entro aprile 2026. Per quanto riguarda la variazione di bilancio da 600mila euro, va specificato che si tratta di risorse derivanti dall'avanzo di amministrazione che non erano state impegnate.

Poi, terminati i lavori, si faranno i conti. O, meglio sembra ci possa essere una resa dei conti rispetto agli “errori di valutazione” di cui parla la relazione redatta dai tecnici di palazzo Nodari. Non a caso, sul documento viene riportato che “constatata la carenza di una corretta valutazione dello stato di fatto sulla struttura nonché errori di computazione già rilevati e in fase di verifica”, attualmente “l’ufficio tecnico è impegnato nella rilevazione/quantificazione economica e contestazione del progetto nei confronti dello studio tecnico incaricato alla redazione del progetto esecutivo oggetto di appalto”. Inoltre, si precisa che “ad oggi essendo i lavori ancora in corso di esecuzione, non si escludono a priori ulteriori costi sulle lavorazioni ad oggi non note/non prevedibili o derivanti da errata computazione che possono generare in scostamenti in rialzo del costo complessivo dell’opera. Tra i costi in rialzo, si dovranno comprendere anche i costi derivanti da maggiori compensi e riserve che l’impresa (esecutrice dei lavori, la Iannini appunto, ndr) potrà avanzare nei confronti della stazione appaltante” ossia il Comune “per mancato rispetto dei documenti di contratto”.

Vale la pena ricordare che la lunga serie di opere non previste ma eseguite “in quanto necessarie per garantire il proseguo dei lavori” sono state contabilizzate con precisione ed ammontano ad un valore totale di 1,2 milioni. “Pertanto - chiariscono i tecnici - per rientrare nell’importo dei lavori si è stati costretti a procedere alla rimodulazione degli interventi impiantistici e di finitura interna quali ripartizione degli ambienti”.

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