VOCE
Osservatorio Inps
28.11.2025 - 19:07
In media un dipendente privato a Rovigo si mette in tasca 2.606 euro in meno di quello che si guadagna su scala nazionale e ben 3.490 euro rispetto a quello che si guadagna a livello regionale. E sì, tutto è relativo, ma a paradossalmente a passarsela peggio dei propri colleghi, in Polesine, sono soprattutto quadri e dirigenti. Certo, difficile dire che vada male a chi guadagna, in media, rispettivamente 65.401 e addirittura 136.128 euro, ma si tratta di cifre nettamente inferiori rispetto alle medie veneta, pari a 70.839 ed a 153.151 euro, e ancor più a quelle nazionali, rispettivamente 72.279 e 163.643 euro. Ma gli operai polesani guadagnano in media 18.583, ovvero più dei 18.227 di media nazionale, anche se molto meno dei 20.563 di media veneta.
E’ solo uno spunto che arriva dalla lettura dei dati appena pubblicati dall’Inps con gli aggiornamenti relativi al 2024 della banca dati Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi gli operai agricoli e i lavoratori domestici.
In termini numerici, in provincia di Rovigo il numero dei dipendenti privati aumenta di 320 unità, il +0,5%, passando dai 63.688 del 2023 ai 64.008 dell’anno scorso. In particolare, 40.831 sono gli operai, il 63,8% di tutti i dipendenti, cresciuti di 288 unità, gli impiegati sono 19.380, il 30,3%, aumentati di 153, i quadri sono 1.018, cresciuti di 39 unità, ma appena l’1,6%. i dirigenti sono solo 163, a loro volta aumentati di 4 unità, arrivando a rappresentare meno dello 0,3% ma il 2,5% del totale delle retribuzioni, mentre 2.505 sono gli apprendisti, che fanno registrare un calo di ben 174 unità e scendono al 3,9% del totale. Ci sono poi anche 111 dipendenti privati che non sono inquadrabili in nessuna delle precedenti categorie.
Guardando alle retribuzioni, la media complessiva per il Polesine è di 21.880 euro, rispetto ai 24.486 euro dei dipendenti italiani nel loro complesso e ai 25.370 dei dipendenti veneti. Non solo, ma il divario si è ulteriormente acuito, visto che rispetto al 2023 l’aumento medio in Polesine è stato di 640 euro a fronte degli aumenti medi a livello nazionale e regionale, rispettivamente di 816 e 875 euro.
Andando a vedere le diverse categorie di dipendenti, il salario medio più basso è quello degli operai che, come detto, in Polesine guadagnano leggermente di più della media nazionale. Tuttavia, il margine si sta riducendo, perché rispetto al 2023 la retribuzione media è aumentata di 395 euro, mentre quella nazionale di 584 euro. E, a livello veneto, con le retribuzioni media già decisamente più alte, l’incremento è stato ancora maggiore, 665 euro. Per gli impiegati è andata decisamente meglio, visto che i salari sono cresciuti in media, rispetto al 2023, di 979 euro, più degli 896 di media nazionale e di poco inferiori ai 988 di media regionale.
I quadri polesani, mediamente hanno aumentato di 2.181 euro la loro retribuzione nel 2024, a fronte dei 2.333 e 2.251 euro in più a livello nazionale e regionale. Chi ci ha perso più di tutti, ma solo in Polesine, sono i più ricchi, ovvero i dirigenti. Che, in provincia di Rovigo, hanno addirittura visto le retribuzioni medie diminuire di 763 euro rispetto al 2023. I colleghi veneti, invece, mediamente hanno aggiunto ben 2.327 ai loro già lauti stipendi annui, mentre a livello nazionale l’aumento è stato addirittura di 3.708 euro.
Al di là delle valutazioni “politiche” sulla perequazione dei redditi, il dato vero che emerge da questi numeri è che il Polesine arretra anche perché perde dal punto di vista delle posizioni professionali di vertice, segno di un impoverimento del tessuto economico-imprenditoriale.
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