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IL DRAMMA

Senzatetto muore per il freddo

Cittadino spagnolo, viveva da tempo in una casetta di legno lungo la bretella Merlin. Cittadin: “Aveva rifiutato tutti gli aiuti”.

Lo hanno trovato senza vita, probabilmente a causa del freddo della notte tra venerdì e oggi, 29 novembre, nella casetta che gli era stata donata per dargli un riparo. E’ morto così un senzatetto di mezza età, di nazionalità spagnola, che da almeno due anni viveva nella nostra città, assieme al suo cane, trovando rifugio nella struttura in legno posizionata nella vegetazione, all’altezza del sottopasso ferroviario di bretella Merlin.

L’uomo era seguito dai servizi sociali del Comune, tramite lo sportello d’emergenza Prins (acronimo di Pronto intervento sociale), ma - spiegano da palazzo Nodari - aveva sempre rifiutato ogni tipo d’aiuto, manifestando la volontà di vivere in quel modo, spiegando di ritenere di possedere tutto ciò di cui avesse bisogno. Era, inoltre, seguito dall’Ulss 5, attraverso il servizio di dipendenza. Nell’autunno del 2023, per aiutarlo, era stata sistemata nell’area la casetta in legno, che da lì in avanti ha usato come rifugio e dove stamattina sono stati trovati un giaciglio improvvisato e diverse masserizie.

Successivamente, era stato aiutato a raggiungere la figlia, che vive in Spagna, salvo fare poi ritorno a Rovigo, continuando però a rifiutare gli aiuti. “Dispiace molto per quello che è successo - dice il sindaco, Valeria Cittadin - era una persona che aveva scelto di vivere in quel modo, che non disturbava e non dava fastidio. Non è l’unico caso in città: ci sono altre tre casi molto simili a questo”, uno dei quali è il ragazzo senza nome della cui storia si è recentemente occupato anche la trasmissione tv “Chi l’ha visto?”.

“Pensiamo che eventi del genere succedano soltanto nelle grandi città - aggiunge Cittadin - ma è un fenomeno che non risparmia nemmeno Rovigo. Si tratta di persone che fanno parte a pieno titolo della nostra comunità e con cui ognuno di noi ha un rapporto quotidiano ma con le quali è difficile interagire, perché spesso risentono anche di disagi di tipo psichico. Credo che servirebbero strumenti tali da autorizzare i servizi sociali ad intervenire, anche a fronte di una volontà diversa da parte dei soggetti interessati”.

Dal canto suo, l’assessore al sociale Nadja Bala dice ricorda come “la nostra amministrazione abbia creato un appartamento per le donne senza fissa dimora, e ha varatolo sportello ‘Abitare’, unico in provincia, con un appartamento di coabitazione. La presenza dell’asilo notturno, poi, non solo offre un letto al caldo ma anche la cena, mentre a pranzo funziona la Locanda della Casa della Caritas diocesana”. Insomma: “I servizi nel territorio sono stati implementati, ma purtroppo alcune persone non accettano l’aiuto di nessuno”.

I servizi sociali ora cercheranno di contattare la figlia dell’uomo, in Spagna, per definire come gestirne le esequie.

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