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“Alle soglie della maturità” cura i pregiudizi con ironia

Presentazione del secondo libro di Cristina Guasti: protagonista un misantropo, narrato con eleganza e attenzione alla psicologia.

“Alle soglie della maturità” cura i pregiudizi con ironia

Chiara Paparella, Cristina Guasti e Lucia Bellinello

 A Palazzo Casalini, per la rassegna “Quello che le donne scrivono”, la presentazione del romanzo “Alle soglie della maturità” di Cristina Guasti. È stato l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri, promosso dal Crams con il sostegno di Bvr Banca Veneto Centrale.

A condurre la serata è stata la giornalista Lucia Bellinello, che con il suo stile diretto e sensibile ha accompagnato il pubblico dentro le pieghe del romanzo. Le sue domande, calibrate e puntuali, hanno dato vita a un confronto brillante con l’autrice, capace di catturare l’attenzione della platea dall’inizio alla fine.

Nel salutare i presenti, Chiara Paparella, presidente del Crams e ideatrice della rassegna, ha voluto sottolineare la centralità del progetto: “Con ‘Quello che le donne scrivono’ abbiamo inteso creare uno spazio dedicato al talento femminile del territorio, spesso ingiustamente poco conosciuto. Ogni serata ci conferma quanto preziosa sia la narrativa delle nostre autrici, per profondità, qualità e capacità di parlare a tutti”.

Rodigina, avvocata e da sempre appassionata di scrittura, Cristina Guasti unisce la sua formazione giuridica a un immaginario nutrito anche dai molti anni trascorsi in Sardegna, terra che continua a rappresentare per lei un riferimento creativo fondamentale. Dopo il buon esordio con “Fatti imprevisti”, secondo classificato al Premio Ca’ Dura (2018), con “Alle soglie della maturità” conferma una cifra narrativa ironica, elegante e attenta ai dettagli psicologici.

Il protagonista del suo nuovo romanzo, Roberto Maria Gusberti, è un polesano misantropo e pieno di pregiudizi che, complice un viaggio inatteso in Sardegna e la presenza di un pitone albino di nome Lara, si ritrova a fare i conti con le proprie fragilità. Una storia ricca di ritmo, situazioni paradossali e personaggi femminili luminosi, capaci di mettere a nudo, con semplicità e buon senso, le contraddizioni di molte delle figure maschili che animano la storia.

Bellinello ha colto il cuore della scrittura dell’autrice: “Il romanzo diverte, ma allo stesso tempo ci costringe a osservare da vicino i nostri stessi pregiudizi. Cristina Guasti riesce a farlo con una leggerezza intelligente, che conquista fin dalla prima pagina”.

Interrogata sul titolo, l’autrice ha spiegato che la “maturità” non è da intendersi in senso anagrafico: “Il protagonista non è ancora arrivato alla propria maturità emotiva: è imprigionato nei suoi pregiudizi, nella sua presunzione, e proprio la vita, in forme imprevedibili, lo costringe a mettersi in discussione”.

Tra Veneto e Sardegna, dunque, si sviluppa un racconto vivace, dal linguaggio rapido e contemporaneo, attraversato da immagini suggestive e una forte matrice ironica. Non mancano rimandi al Polesine.

La serata si è chiusa con un momento molto apprezzato: un firmacopie affollato, che ha dato modo ai presenti di rivolgere domande all’autrice e condividere impressioni sulla lettura.

La rassegna “Quello che le donne scrivono” tornerà venerdì 5 dicembre alle 18, sempre a Palazzo Casalini, con Elisa Cappelli, autrice di Taglio di Po, che presenterà il romanzo “Sussurri. I fantasmi di Ca’ Ligo” in dialogo con la giornalista Alessandra Borella.

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