VOCE
Il convegno
30.11.2025 - 06:00
Le esperienze virtuose, come i progetti di creazione di nuovi boschi e boschi didattici dell’associazione Il Tarassaco, raccontati con l’entusiasmo di Matteo Cesaretto, ma anche i progetti ambientalmente meno virtuosi come la riqualificazione di corso Garibaldi ad Adria, costata la vita a 62 pini ed oggetto di un nuovo confronto, a distanza, fra il sindaco Massimo Barbujani ed Ermes Bolzon di Legambiente Adria - Delta del Po, con il primo che ha spiegato come il progetto da 3 milioni avviato dalla precedente amministrazione non fosse modificabile ed il secondo che ha puntato il dito sulle scelte di chi ha condotto i lavori. In mezzo, tante esperienze diverse, di chi lavora con il verde o per il verde.
Un confronto a tante voci, quello che è andato in scena per tutta la mattina di ieri all’Urban digital center, “Il verde urbano e gli alberi in città”, organizzato da Italia Nostra, che aveva però come unici protagonisti gli alberi. Dei quali è stato ribadito il valore ecosistemico, l’importanza in ottica di salute pubblica e di risposta ai cambiamenti climatici. Certo, è stato rimarcato da più parti, gli alberi sono esseri viventi e, come tali, hanno bisogno di cure e si ammalano, nascono crescono e muoiono. Ma sono esseri viventi che sono essenziali per altri esseri viventi. Per questo, anche quando ci sono interventi manutentivi o di taglio, è necessaria la massima attenzione. “Questo evento - ha spiegato il presidente di Italia Nostra Fabio Bellettato - è stato concertato con l’assessore all’ambiente Rovigo Andrea Denti, in particolare dopo gli interventi sul verde e sugli alberi fatti a Rovigo”. Dal cedro di via Grimani a quelli del parco di Casa Serena ma, soprattutto, gli oltre 100 abbattuti nell’area di via de Polzer in Commenda. E non suonano rassicuranti le parole di David Nicoli, presidente di Asm, la municipalizzata che gestisce il verde per conto del Comune di Rovigo: “Siamo stati dipinti come un’amministrazione con la motosega, ma non è così. Purtroppo ci sono situazioni patogene come quella che ha colpito gli olmi, come quelli in Commenda. Ma il nostro comune ha tanti olmi e in futuro avremo tanti altri abbattimenti”. Non è mancato anche l’intervento di Massimo Veronese sulla ripiantumazione dei 35 alberi di viale Trieste, oggetto anche di una petizione, al quale l’assessore Denti e Nicoli hanno risposto che verranno messi a dimora 25 nuovi alberi, “di tre metri, non fuscelli”.
La conferenza è stata divisa in quattro sessioni, per offrire sguardi diversi sul tema. Due più “tecnici”, con esperti come l’agronomo e vivaista Gianluca Cesari, Federico Correale Santacroce di Veneto Agricoltura, Lorenzo Feltrin, responsabile del settore Ambiente del Comune di San Lazzaro e Marco Scarazzati professore di scienze, tecnologie e tecniche agrarie dell’Istituto Bellini di Trecenta, Carlo Caramori consigliere nazionale di Assoverde e titolare della Caramori piante, Enrico Piva forestale e tecnico di progettazione dell’azienda Verdest, Leonardo Cristofori tecnico esperto dell’azienda Ares, nonché Katty Penolazzi tecnico del verde di Asm, che si occupa proprio anche degli abbattimenti di alberi in città.
Una sessione, invece, è stata riservata agli amministratori, con lo stesso assessore Denti e il sindaco di Adria Barbujani, nonché i primi cittadini di San Bellino e Gaiba Aldo D’Achille e Nicola Zanca. L’ultima, infine, ha dato la parola alle associazioni ambientaliste, con Bolzon di Legambiente e Cesaretto de Il Tarassaco, ma anche Vanni Destro della Rete dei Comitati Polesani, Luciano Marangoni della Lipu, che ha ricordato la genesi del regolamento del verde di Rovigo e ribadito come gli alberi siano beni comuni, e Eddi Boschetti del Wwf, ma anche tecnico di Veneto Agricoltura, che ha avuto il compito di tirare le fila della lunghissima chiacchierata: “Oltre a progettare in maniera corretta un nuovo impianto dobbiamo gestire quelli che abbiamo in eredità, frutto di un progettista che lavora h24 e sa dove mettere le mani perché sa dove mettere le mani e sa come adattarsi a ogni sfida: la natura”. Poi ha evidenziato la necessità di intervenire con la manutenzione di parco Langer, perché, bonifica o non bonifica del piombo, siamo in fase di rischio e la recinzione è una foglia di fico che già non esiste più: finché è demaniale può beneficiare degli interventi del programma Sif, di sistemazione idraulico-forestale, della Regione.
Ad introdurre la mattinata un intervento di Gianni Sparapan, mentre a moderare, oltre allo stesso Bellettato, Luisa Tibaldo, Gianni Bregolin, Lucia Pozzato e Laura Bassi.
In chiusura, Nicoli ha ricordato: “Io sono un imprenditore agricolo e nella mia azienda fra siepi e fasce tampone ho 30mila piante: so bene cosa significa la manutenzione e conosco i sistemi di piantumazione e gestione e il beneficio ambientale. Quando sono entrato in Asm avevo la volontà di migliorare la gestione del verde, ma quando ho chiesto quanti alberi abbiamo da gestire mi è stato risposto ‘boh’. Abbiamo un budget, come facciamo a programmare? Ora faremo un censimento, che è importante non solo per conoscere il numero ma anche quali problemi dovremo affrontare e come programmare risorse e manutenzioni. È inutile piantare bacchette e lasciarle lì, non voglio più vedere i miei dipendenti andare in giro con l’ape a dare da bere alle piantine, costa una follia: dobbiamo usare tecniche moderne”.
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