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il progetto
05.12.2025 - 23:00
Il Parco del Delta del Po prosegue i rilasci in mare di esemplari di anguilla europea nell’ambito del progetto Lifeel – Lige 19 Nat/It/000851, finalizzato alla conservazione a lungo termine di questa specie in pericolo critico di estinzione. L’iniziativa, di cui l’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po è partner, punta a mantenere e incrementare lo stock naturale dell’anguilla, intervenendo sulle principali minacce che ne mettono a rischio la sopravvivenza.
Gli esemplari selezionati sono tutte anguille femmine, accuratamente misurate, taggate con un numero identificativo e dotate di trasmettitore, grazie al supporto del gruppo del dipartimento di scienze dell’ambiente e della prevenzione dell’università di Ferrara, coordinato dal professor Mattia Lanzoni. I dispositivi permetteranno di studiarne gli spostamenti durante il lungo viaggio verso il Mar dei Sargassi, dove avverrà la riproduzione. Il Parco raccomanda a chi venisse in possesso di un esemplare dotato di trasmettitore di non consumarlo, di liberarlo se possibile e di segnalarlo sul sito del progetto lifeel.eu o tramite mail a info@parcodeltapo.org
In caso di impossibilità a rilasciare l’animale, è possibile consegnarlo direttamente all’Ente Parco di Porto Viro, in Piazza Matteotti 1, che potrà gestire eventuali compensazioni. L'anguilla è una specie in 'pericolo critico di estinzione', inserita nella lista rossa della Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) . Molteplici sono le cause che hanno portato questa specie in pericolo e tra queste l'uomo ne è il principale attore. Oltre agli effetti dei cambiamenti climatici che stanno indebolendo la forza della corrente del Golfo, necessaria per la migrazione delle anguille, l'uomo è responsabile, infatti, dell'inquinamento degli ambienti marini, costieri e fluviali, della costruzione di barriere sui corsi d'acqua (ad esempio centrali idroelettriche, dighe) che costituiscono ostacoli alla migrazione dell'anguilla, dello sversamento di inquinanti organici e metalli pesanti che riducono la qualità dell'acqua necessaria per la sua sopravvivenza.
Ma la principale causa che sta mettendo a rischio di estinzione l'anguilla è la pesca, commerciale e ricreativa. Le catture riguardano esemplari nei tre stadi principali del loro ciclo vitale: lo stadio di cieca, di gialla e quello adulto di argentina. Dato che l'anguilla non si riproduce in cattività, le giovani anguille cieche pescate finiscono negli allevamenti, dove vengono ingrassate prima di essere introdotte sul mercato: si tratta del “business delle anguille di vetro”, le giovani cieche dette così per via delle loro carni trasparenti. “In Europa ci sono circa 6mila allevamenti. In Asia, tra Cina, Thailandia e Giappone, ce ne sono 250mila. Secondo le stime Fao, dal continente europeo, per sostenere l'allevamento asiatico, vengono pescati all'anno due miliardi di giovani di anguille. Con un valore commerciale che si attesta tra i sei e i 9mila euro al chilo. A questo si aggiunge poi il prelievo illegale” dice Mattia Lanzoni, professore dell'università di Ferrara. Nel territorio dell'Unione Europea, dal 2009 il prelievo delle ceche è regolamentato, ed è bandita la commercializzazione a paesi terzi.
“Grazie al progetto Lifeel si cerca di intervenire per la salvaguardia di questa specie così significativa per il nostro territorio e la sua cultura" spiega il presidente dell'Ente Parco Delta del Po Veneto, Moreno Gasparini. “Si tratta del primo progetto di conservazione dell'Anguilla europea concepito a scala dell'intero bacino del Fiume Po, finalizzato a mantenere ed incrementare lo stock naturale di questa specie che rischia l'estinzione. Il progetto Lifeel, infatti, risponde alle grandi minacce che affliggono la specie – frammentazione del reticolo idrografico, pressione di pesca sui riproduttori per il consumo umano e sui giovani per l'acquacoltura, disinformazione – con un approccio condiviso e partecipato, e per alcuni aspetti estremamente innovativo”. Un progetto che vanta una importante rete di partner italiani ed greci: capofila la Regione Lombardia, direzione generale agricoltura, Alimentazione e sistemi verdi e partner di progetto: Regione Emilia-Romagna, direzione agricoltura, caccia, pesca; Parco Lombardo del Ticino; Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po; Alma Mater Studiorum- Università di Bologna; Università degli studi di Ferrara; Graia srl - Gestione e Ricerca Ambientale Ittica Acque; Hellenic Ministry of Rural Development & Food.
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