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IL SERVIZIO

In prima linea anche nel 2026

Un finanziamento di 228mila euro fa proseguire le attività a sostegno delle donne vittime di abusi

In prima linea anche nel 2026

Le attività del centro antiviolenza del Polesine e della relativa casa rifugio destinata ad accogliere le donne vittime di violenza domestica proseguiranno fino al 31 dicembre 2026 con la stessa gestione che ha guidato il servizio nel corso di quest'anno. A stabilirlo è un atto dell'amministrazione di palazzo Nodari che dà il via libera alla proroga della convenzione per la coprogettazione e la cogestione delle due strutture, fondamentali sul territorio polesano e rodigino per sostenere e fornire una via d'uscita alle donne e, in numerosi casi, anche ai loro figli, che hanno subito abusi tra le mura di casa per mano dei mariti o dei compagni.

A gestire i due servizi anche nel 2026, dunque, saranno ancora i due enti del terzo settore individuati nel 2024 attraverso un avviso pubblico di selezione ovvero il Centro veneto progetti donna odv in partenariato con Rel.Azioni positive scs onlus. “Questa amministrazione – commenta l'assessore al sociale Nadja Bala - ha fatto una scelta un anno fa, di affidarsi alla coprogettazione. Siamo convinti di aver fatto un'ottima scelta e i risultati lo stanno dimostrando. La cooperativa Centro veneto progetti donna che gestisce il servizio ha anche la gestione del numero unico nazionale 1522 per le donne vittime di violenza. Stiamo lavorando bene e stiamo continuando a supportare le donne vittime di violenza, con o senza figli”.

La possibilità di una proroga era espressamente prevista dalla convenzione siglata tra il Comune e i due enti gestori al momento dell'affidamento. Questa, infatti, “dispone la possibilità di prorogare la durata della convenzione per l’anno 2026 previa disponibilità dei finanziamenti e degli enti coprogettanti”. E i finanziamenti, stando al piano finanziario del progetto, in effetti ci sono: la realizzazione delle attività per il 2026 prevede una somma complessiva di 228mila euro finanziata per 142mila euro da un contributo della Regione, 46mila da trasferimento dell’Ulss 5 polesana, ulteriori 18mila da trasferimenti dei Comuni di Adria e Lendinara per il servizio antiviolenza erogato dai rispettivi sportelli territoriali e, infine, 21mila euro quale quota a carico del Comune di Rovigo.

Il centro antiviolenza del Polesine sta facendo fronte, anno dopo anno, ad un numero crescente di richieste di aiuto: nel 2023 le donne che si sono rivolte al servizio sono state 123, nel 2024 165 e nel 2025, ancora prima della fine dell'anno, hanno già raggiunto quota 180, secondo i dati forniti da palazzo Nodari in occasione del 25 novembre. Le vittime di violenza vengono assistite con consulenze in presenza telefoniche, sostegno psicologico, consulenza legale e sostegno sociale, mediazione linguistica e, come detto, accesso alla casa rifugio per i casi più gravi.

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