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“Il boom per Luca Zaia ecco la spiegazione”

L'analisi del voto dell'ex assessore veneto Renzo Marangon

“Il boom per Luca Zaia ecco la spiegazione”

A poche settimane dalle elezioni regionali in Veneto un’analisi dei risultati arriva anche da Renzo Marangon, ex assessore regionale e storico esponente di Forza Italia. “Ancora si discute - dice - e si cerca di capire cosa ha determinato il successo elettorale della Lega e l’esplosione di preferenze verso il presidente Luca Zaia”.

E aggiunge che “il Veneto si distingue per alcune bizzarrie. C’è stato un boom di preferenze per Luca Zaia che, in tutte le provincie, raccoglie più di duecentomila preferenze individuali. La Lega prende un sacco di voti e si piazza sul podio come primo partito in Veneto relegando in posizione subalterna (e non di poco ) Fratelli d’Italia, che aveva trionfato solo lo scorso anno alle elezioni europee”.

E ancora: “La coalizione uscente vince come previsto ma i risultati elettorali sono sconcertanti e molto orientati allo sbalordimento e allo stupore. Sono meritati quei voti? Direi proprio di no in quella dimensione e in quelle percentuali. E allora cosa è accaduto? Un fenomeno raro ma noto a chi mastica di politica: si è palesata la vittima. Che cosa chiedeva il Presidente Zaia da qualche anno? Il terzo mandato. E qualche volta in questi mesi é sembrato quasi possibile ma per una ragione o per l’altra non si è mai materializzato. E come cantava Zucchero Fornaciari ‘per colpa di chi?’ non si sa, forse di tanti, forse di un paio di leader nazionali, forse della opposizione che è sempre contro tutto, forse di nessuno ma il tutto lascia ai veneti l’amaro in bocca. Che cosa aveva chiesto ancora il presidente uscente? Di poter presentare, come cinque anni fa, la lista Zaia. Niente da fare. La lista Zaia non si è potuta fare per varie ragioni, con l’unica concessione di Zaia candidato in ogni provincia con il duplice effetto di mettere in crisi parte dei candidati leghisti di genere maschile e di far mettere il turbo alle candidate leghiste di genere femminile. Aggiungiamo che, nonostante i sorrisi nelle foto e tutto il resto, il segretario nazionale della Lega Salvini e il presidente Zaia non sono famosi per la loro intensa amicizia. E allora? Allora il cittadino veneto si è ricordato di essere anche elettore, che brontolare solo non aiuta molto, e ha votato in massa il presidente che non può ripresentarsi e premia lo stesso partito che non ha consentito a Zaia di poter correre ancora”. E chiude: “Bizzarrie venete? Sì, assieme alla conferma che il Beneto non è di sinistra e non è di destra”.

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