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Il caso

Licenziata dall'ospedale non se ne va, arriva il 113

Per mesi difficoltà negli approvvigionamenti sanitari. Perrone: “Ho denunciato appalti irregolari”

Licenziata dall'ospedale non se ne va, arriva il 113

Per mesi difficoltà negli approvvigionamenti sanitari. Perrone: “Ho denunciato appalti irregolari”

Prima uno spostamento, poi una sospensione, infine il licenziamento. Ma non è finita qui perché nonostante il licenziamento la dipendente si è ripresentata sul posto di lavoro e, dopo cinque giorni, il tutto è culminato con la richiesta di intervento della polizia per allontanarla. E il fatto che l’azienda sia l’Ulss 5 Polesana e che teatro dell’arrivo di una volante della polizia per allontanare la dipendente licenziata è stata, venerdì mattina, sia stata la cittadella sociosanitaria rende tutto molto delicato.

Una vicenda tanto complessa quanto spinosa, che entra nel cuore del funzionamento stesso della sanità polesana, visto che la dipendente in questione, l’ingegnere biomedico Antonietta Perrone, dal gennaio 2024 allo scorso giugno ha guidato l’Unità operativa complessa Provveditorato, economato e gestione della logistica, che presidia tutte le funzioni in materia di fornitura e acquisto di beni sanitari e non da parte dell’Ulss. Con uno scambio di accuse reciproche finite davanti ai giudici. E con l’ormai ex direttore del Provveditorato che spiega di aver presentato “denunce per gravi irregolarità in alcuni appalti e contratti pubblici dell’Ulss”.

Proprio sulle forniture di beni sanitari e sulle carenze diffuse, dagli aghi sterili al filo per suture e nei mesi scorsi si sono levati duri interventi. A marzo l’onorevole Nadia Romeo del Pd ha lamentato “attività operatoria programmata rinviata per mancanza di materiali e dispositivi” e “mancanza di materiale necessario per l’assistenza domiciliare ai tracheotomizzati e agli stomizzati”. A maggio il segretario della Cisl Fp Carlo Cogo ha parlato di “situazione di insostenibile disagio dei lavoratori del servizio economato, provveditorato e della gestione della logistica, ogni giorno più inefficiente e incapace di rispondere alle esigenze di fornitura di materiali”.

Il direttore generale dell’Ulss Pietro Girardi aveva replicato spiegando che “la struttura deputata al governo di queste attività è stata, ed è tuttora, oggetto di una importante revisione organizzativa”. Sul caso è stato avviato anche un audit dalla Regione, nel quale Perrone avrebbe segnalato le presunte irregolarità in precedenti appalti. A giugno, poi, Girardi ha firmato il provvedimento che ha spostato l’ingegner Perrone dalla direzione del Provveditorato alla Direzione amministrativa del territorio.

Perrone ha dichiarato che si trattava di “un atto illegittimo e illogico”, parlando di “intimidazioni e vessazioni” e spiegando di aver “riscontrato e denunciato sin da subito gravi irregolarità e criticità sulle gare e appalti di forniture e servizi con carenze croniche di contratti”.

Da settembre è poi scattato il provvedimento di sospensione, che doveva concludersi il 30 novembre, ma nel frattempo l’Ulss ha disposto il suo licenziamento. Nonostante questo è tornata a lavoro. Fino a venerdì, quando per allontanarla, in un clima di tensione facilmente immaginabile, è stato chiamato il 113.

Da parte sua, l’ingegner Perrone, assistita dagli avvocati Filippo Distasio e Francesco Paolo Mingrino del Foro di Torino nelle controversie e nella causa di lavoro instaurata con la Ulss 5 Polesana, “dapprima per un asserito ‘trasferimento per incompatibilità ambientale’ dal Provveditorato, per concludersi con il licenziamento disciplinare senza preavviso, prontamente impugnato” affida ad una nota scritta la ricostruzione: “L’ingegner Antonietta Perrone, titolare dell’incarico di Direzione della Uoc Provveditorato, economato e gestione della logistica fino a maggio 2025, periodo a cui risalgono le sue denunce per gravi irregolarità in alcuni appalti e contratti pubblici della Ulss 5 Polesana, non era stata destinataria in tutta la sua carriera lavorativa di alcuna sanzione disciplinare (neppure un richiamo verbale) ed aveva ricevuto sempre valutazioni eccellenti per il suo operato (per performance sia individuale che organizzativa). Da giugno 2025, inizia ad essere destinataria di diversi procedimenti disciplinari. L’ingegner Perrone è stata destinataria, inoltre, di un procedimento di accertamento di responsabilità dirigenziale con richiesta da parte dell’Ulss 5 di risoluzione del rapporto di lavoro dirigenziale e per il quale, lo scorso 11 novembre, il Comitato dei Garanti della Regione del Veneto ha espresso ‘parere negativo e non conforme’, rendendo non attuabile la volontà della Ulss di risolvere il rapporto di lavoro in essere. In data 27 novembre all’ingegner Perrone è stato notificato dal direttore generale il provvedimento dell'Ufficio procedimenti disciplinari di ‘licenziamento disciplinare senza preavviso’ dello scorso 10 novembre. L’ingegner Perrone, che è stata posta dalla Ulss 5 in sospensione cautelare dal 1 settembre al 30 novembre, in assenza del provvedimento deliberativo di presa d'atto ed esecutività della sanzione di cui al provvedimento dell'Ufficio procedimenti disciplinari, si è recata in servizio dal primo dicembre alla data del 5 dicembre, nel rispetto delle norme contrattuali e giuridiche in materia, nonché del codice di comportamento aziendale. In data 5 dicembre, la Direzione strategica ha chiesto l'intervento della questura di Rovigo affinché l’ingegner Perrone venisse allontanata dalla sede lavorativa”.

Girardi, invece, fa sapere che “l’azienda non ritiene di replicare, in questa sede, alle affermazioni, dell'ingegner Perrone, poiché è pienamente convinta della bontà dei provvedimenti adottati, in primo luogo a tutela degli utenti e della salute della nostra comunità, che difenderà nelle sedi opportune”.

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