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I DATI

Gli italiani rinunciano ai figli

Lo studio: troppa incertezza economica

Gli italiani rinunciano ai figli

Gli italiani guardano al futuro con diffidenza e questa percezione si riflette direttamente sulle scelte familiari. È quanto indica una nuova rilevazione dell’Istituto Noto per il Sole 24 Ore, che ha coinvolto giovani tra i 18 e i 35 anni. Pur condividendo con il resto d’Europa l’ansia per la stabilità economica, gli italiani appaiono più pessimisti di coetanei inglesi, francesi e spagnoli, e meno propensi a immaginare soluzioni. Il quadro statistico conferma la tendenza: nel 2024 l’Italia registra un tasso di fertilità di 1,18 figli per donna, a fronte di 1,62 in Francia, 1,41 nel Regno Unito, 1,35 in Germania e 1,1 in Spagna. Da gennaio ad agosto 2025 le nascite italiane sono state 229.731, con un calo del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Il sondaggio mostra un atteggiamento particolarmente netto: un giovane italiano su cinque dichiara che non avrà mai figli, una quota più che doppia rispetto agli inglesi e nettamente superiore a quella di francesi, tedeschi e spagnoli. L’incertezza è la condizione prevalente: il 42% degli italiani non sa se diventerà genitore, contro percentuali molto più basse nel resto d’Europa. L’insicurezza economica pesa in modo omogeneo tra italiani, francesi e tedeschi (41%), mentre raggiunge valori ancora più alti in Spagna (57%) e nel Regno Unito (45%). Per gli italiani, tuttavia, il tema economico ha un peso più strutturale: il 78% indica il costo complessivo di crescita di un figlio come fattore determinante nella scelta di rinunciare alla genitorialità.

Il lavoro è un altro nodo cruciale. Gli inglesi segnalano in maggioranza il rischio di perdere l’impiego, mentre per i giovani italiani emergono criticità legate ai servizi e all’organizzazione familiare. La disponibilità di asili nido è considerata insufficiente dal 57% del campione; i congedi parentali, ritenuti brevi o mal distribuiti, dal 62%. La difficoltà di conciliare lavoro e vita familiare raggiunge livelli massimi: il 77% degli italiani sostiene che la scelta di avere figli dipenda dalla presenza di un forte supporto familiare, un valore quasi triplo rispetto agli inglesi.

Accanto agli aspetti materiali, pesa anche la percezione culturale. Per il 72% degli intervistati italiani la società non valorizza la genitorialità quanto la realizzazione professionale e personale, una sensazione molto più diffusa che in Germania, Spagna, Francia e Regno Unito. Gli incentivi economici vengono considerati utili dal 44% del campione, ma non risolutivi. La richiesta ricorrente è di un sistema più solido: congedi più lunghi e meglio retribuiti, asili nido pubblici e accessibili, misure di sostegno per affitti e mutui.

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