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l’iniziativa

Carobbi-Ceregatti da scudetto

La formazione nerostellata ha scritto una pagina di storia leggendaria del calcio italiano

Carobbi-Ceregatti da scudetto

Una giornata che ha unito passato glorioso e presente solidale sui campi di calcio piemontesi. Il Casale Calcio, storica società vincitrice dello Scudetto 1913/14, a metà dicembre è sceso in campo per la partita di campionato di Promozione Piemonte indossando una maglia speciale griffata “Decimo anno #foundationday” della fondazione benefica Carobbi-Ceregatti.

Un evento che ha emozionato tutti i protagonisti, a partire da Davide Ceregatti, presidente della Fondazione. “Per noi è un sogno. Una vera poesia calcistica. Vorrei ringraziare la società Casale Calcio e in particolar modo il direttore generale Daniele Bonelli. Grazie a lui è stato reso possibile il tutto”. La Fondazione Carobbi-Ceregatti, che quest’anno celebra il suo decimo anniversario, è nata dalla volontà di creare un ponte tra lo sport e il sociale, utilizzando i valori dello sport come strumento di crescita e inclusione. In questi dieci anni, la Fondazione si è distinta per numerosi progetti benefici, supportando iniziative che spaziano dall’assistenza ai giovani al sostegno di cause sociali attraverso eventi sportivi e culturali.

Il #foundationday rappresenta il momento culminante di un anno di celebrazioni, in cui la Fondazione ha voluto rinnovare il proprio impegno verso la comunità, scegliendo il calcio e la sua storia come veicolo di valori positivi. Parlare del Casale Calcio significa fare un tuffo in uno dei capitoli più affascinanti della storia del calcio italiano. Nella stagione 1913/14, quando il calcio era ancora agli albori nel nostro Paese, la piccola società piemontese compì un’impresa leggendaria conquistando il titolo di campione d’Italia.

Era un’epoca in cui il calcio era uno sport per pochi, praticato principalmente nelle grandi città del Nord. Il Casale, guidato da una squadra di operai e artigiani locali, sfidò le favorite del tempo battendo squadre blasonate come Juventus, Milan e Genoa. La finale, disputata secondo le regole dell’epoca attraverso un girone all’italiana, vide i nerostellati trionfare con una serie di prestazioni memorabili. Una curiosità affascinante sta nel fatto che la squadra era composta quasi interamente da giocatori locali, molti dei quali lavoravano nelle industrie del Monferrato durante la settimana e scendevano in campo la domenica.

Il loro trionfo rappresentò l’apoteosi del calcio popolare, quando passione e sacrificio potevano ancora prevalere sui budget e sulle strutture professionistiche. La maglia indossata domenica 14 dicembre è un simbolo che unisce tradizione e solidarietà. Dopo essere stata utilizzata in partita, la divisa sarà infatti messa all’asta dalla Fondazione Carobbi/Ceregatti, con il ricavato destinato a progetti benefici. Come sottolineato con gratitudine dal presidente Ceregatti, il successo dell’iniziativa si deve in larga parte al direttore generale del Casale Calcio, Daniele Bonelli, che ha creduto nel progetto fin dall’inizio e ha lavorato per renderlo realtà. La sua disponibilità ha permesso di creare un ponte tra la società calcistica e la Fondazione, dimostrando come lo sport possa ancora essere veicolo di messaggi positivi e azioni concrete per l’intera comunità. Come disse qualcuno, il calcio è uno sport semplice: “22 uomini corrono dietro a un pallone e, alla fine, vincono sempre i tedeschi”. Ma a volte, come nel 1914 e come domenica 14 dicembre 2025, vincono il cuore e la solidarietà. E quella è la vittoria più bella.

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